Il mediatore sullo sfondo

Il mediatore non è un protagonista, semmai è un co-protagonista – cioè deuteragonista o tritagonista, a seconda dei casi. Infatti, come mediatore incontra altri esseri umani e condivide con questi la scena dell’incontro, ma deve tendere a mettersi da parte, a restare il più possibile sullo sfondo. Quello sfondo sul quale emergono le figure dei soggetti il cui conflitto è chiamato a mediare: i medianti.

La sua posizione è quella di chi segue la narrazione altrui, e in un certo senso la vive, ma senza potere intervenire su di essa. Assiste al prodursi, o riprodursi, concreto e drammatico del conflitto, anche nelle sue valenze emotive e affettive, però, ne resta spettatore neutrale. Uno spettatore sui generis, poiché, in realtà, egli c’è e comunica la sua presenza, ma non le sue opinioni ed emozioni. Queste, in effetti, devono restare silenziose dentro di lui.

 

Rielaborazione da A. Quattrocolo (2005) La mediazione trasformativa. Un modo d’intendere e di praticare la mediazione dei conflitti. Quaderni di Mediazione, n1. settembre 2005, Punto di Fuga Editore, pp29-37.

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