A. Quattrocolo: Ascolto e Mediazione dei Conflitti in ambito sanitario – Tavola Rotonda Cittadinanza alle emozioni

«Perché mediare i conflitti tra medici, o infermieri, ecc., e pazienti (e loro famigliari)? Perché ci sono.

La risposta più semplice e superficiale è: perché ci sono.

Se ci si chiede da quando ci sono, la risposta si fa più complessa: in un certo senso, ci sono da sempre.

In generale, uno dei principali meccanismi relazionali d’innesco del conflitto, tra individui e tra gruppi (più o meno organizzati) è il vissuto di mancato riconoscimento sperimentato da almeno uno dei protagonisti della relazione (…) Quando il paziente sente di non essere riconosciuto come persona, sperimenta la negazione di un suo bisogno fondamentale; ma anche quando un medico incontra atteggiamenti non collaborativi od oppositivi del paziente, oppure quando viene trattato con sufficienza, o peggio quando è sospettato di negligenza, imperizia o imprudenza, sente negato, tra gli altri, anche il suo bisogno di essere riconosciuto nel suo ruolo e nella sua identità professionale, e sente ignorata la normale esigenza di essere rispettato in quanto essere umano che ricopre quel ruolo. Non scordiamo, tra parentesi, che accusare qualcuno di aver agito con imprudenza, imperizia o negligenza, significa mettere in dubbio la sua moralità personale.

Per gestire il conflitto tra professionisti della salute e pazienti, occorre entrare dentro la carne viva del conflitto. Cioè, occorre ascoltare sentimenti ed emozioni, pensieri e posizioni dei pazienti e dei professionisti in conflitto».

Nel secondo intervento alla tavola rotonda “Cittadinanza alle emozioni. La mediazione dei suoi conflitti e i suoi ambiti” (organizzata dall’Associazione Me.Dia.Re. il 12 novembre), è sull’esperienza pratica di Ascolto e Mediazione svolta da Me.Dia.Re. e dalle équipe formate da tale associazione nelle Aziende Sanitarie Pubbliche che si è basata la riflessione di Alberto Quattrocolo sulle possibilità di gestire i conflitti tra professionisti e pazienti (che si manifestino con denunce o richieste di risarcimento per responsabilità professionale, con reclami, con aggressioni ai danni degli operatori e in altri modi ancora).

Qui sotto è possibile vedere il video dell’intervento di Alberto Quattrocolo su Ascolto e Mediazione dei Conflitti in ambito sanitario.

Mentre in questo post è pubblicato il video del primo intervento nella tavola rotonda “Cittadinanza alle emozioni”, di Maria Alice Trombara, sulla Mediazione Penale. Qui, si trova il terzo intervento, di Maria Rosaria Sasso, su “La Mediazione Scolastica” e in quest’altro post abbiamo pubblicato il quarto intervento, di Giovanni Grauso, su “La Giustizia Riparativa nella nuova riforma del processo penale“. In questo ulteriore post è pubblicato il video del confronto tra questi relatori stimolati da una domanda-riflessione di Maurizio D’Alessandro riguardo a se e a quanto la mediazione penale (ma anche quella familiare e quella in altri ambiti relazionali e sociali) sia influenzata dalle radici cristiane della nostra cultura.

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