Maurizio D’Alessandro: Comunità e Istituzioni: accogliere il disagio e arginare il disordine – Tavola Rotonda Ricostruire legami

Maurizio D’Alessandro, nella sua relazione alla Tavola Rotonda “Ricostruire legami“, ha proposto una riflessione in cui taluni miti dell’antichità – in particolare, alcune tragedie che li hanno rappresentati e alcune loro interpretazioni filosofiche (la trilogia dell’Orestea di EschiloLe Baccanti di Euripide e Platone) -, sulla transizione dalla giustizia privata a quella istituzionale e sulla necessità di riconoscere la parte irrazionale, e la distinzione di Ferdinand Tönnies tra Comunità e Società, si collegano ai significati sottesi ai Servizi gratuiti di Ascolto e Mediazione nei diversi ambiti (da quello familiare a quello penale) erogati da Me.Dia.Re.

In particolare, spiega Maurizio D’Alessandro,

«A partire nelle riflessioni di Ferdinand Tönnies nel suo testo più famoso Comunità e società del 1878 assistiamo alla separazione tra due tipi di aggregazioni umane: la comunità da una parte e la società dall’altra. Le comunità sono aggregati organici basati su relazioni parentali e di conoscenza diretta e intima, per esempio il rapporto madre-bambino è il primo nucleo in cui si formano le comunità che sono dunque aggregati piccoli caratterizzati da relazioni parentali o comunque a cui non partecipano molti individui.

Con l’urbanizzazione emerge la società in cui il rapporto tipico tra gli individui è un rapporto di scambio quindi un rapporto di reciproca competizione tra di loro.

Nella contemporaneità il termine comunità è sempre più presente (e forse discusso); assistiamo quindi a una dialettica tra i legami che potremmo definire comunitari (la famiglia, gli abitanti del quartiere etc.) e l’istituzione.

A proposito della nascita delle istituzioni da punto di vista mitologico-narrativo un modello può essere l’Orestea di Eschilo: a seguito del ritorno di Agamennone dopo la guerra di Troia, questi viene ucciso dalla moglie Clitemnestra e dall’amante Egisto. L’ultima tragedia della trilogia: le Eumenidi, descrive il passaggio dal diritto privato basato sulla vendetta compiuta da Oreste ai danni della madre e di Egisto, al “tribunale” come passaggio al mondo delle istituzioni.

Facendo un passo avanti Le baccanti di Euripide in cui Penteo non riconosce la divinità di Dioniso, dio del vino e che ha sempre rappresentato nella Grecia classica il mondo dell’irrazionale, presenta un caso particolare di “delitto”: non riconoscendo la divinità del Dio, Penteo infatti, viene ucciso dalle Baccanti che non lo individuano come il re di Tebe. Potremmo dire che se la parte irrazionale non viene riconosciuta può essere distruttiva.

La polis dunque come istituzione può fungere da contenimento a quella spinta irrazionale e distruttiva che sembra caratterizzare sia il singolo soggetto sia gli  aggregati umani.

Parlando di Restorative Justice mentre in francese la traduzione Justice Réparatrice ricalca quella più diffusa in Italia, lo spagnolo con la traduzione: Justicia Restaurativa sembra tener conto di una sfumatura importante.

Queste traduzioni destano curiosità perché fanno sorgere una domanda: la mediazione ha una funzione riparatrice o può anche solo permanere nel concetto di “Ristoro”? Prima della mediazione, quindi, il “riconoscimento” che si attua attraverso l’ascolto, può essere la chiave di volta su cui fondare l’intervento mediativo affinché tanto la vittima, quanto il reo possano essere accolti e ascoltati, al di là dei ruoli stereotipici loro attribuiti».

Qui si trova il video dell’intervento di Maurizio D’Alessandro.

Il precedente intervento, quello di Martina Vallesi, sugli obiettivi della Giustizia Riparativa come strumento di riparazione dei legami nella comunità è visibile qui; quello successivo, il terzo, di Maria Alice Trombara sugli strumenti di Giustizia Riparativa nella vita delle comunità si trova qui. Invece, in questo post è pubblicato il video dell’ultimo intervento della Tavola Rotonda “Ricostruire Legami”, quello di Antonella Baiocchi, su micro e macro conflitti e sul loro impatto emotivo sui protagonisti e sulla comunità.

 

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