Tesi dei Corsi di Mediazione Familiare

In questa rubrica vengono pubblicate alcune delle tesi di fine corso di coloro che hanno seguito i nostri corsi di Mediazione Familiare. In particolare, vengono proposte quelle che ci sembra presentano tratti di particolare originalità o innovatività, per i temi trattati, per gli ambiti applicativi affrontati, per le chiavi di lettura e i paralleli proposti.

La speranza è quella di concorrere ad offrire informazioni a chi si avvicina al mondo della mediazione familiare e di suggerire degli spunti e delle occasioni di approfondimento per chi la conosce già.

Potrebbero anche essere pubblicate in questa rubrica delle tesi di coloro che seguono i nostri corsi di Giustizia Riparativa e di Mediazione Penale, Sanitaria, Lavorativa e Scolastica.

Tesi di Valentina Sestu: Confronto tra il mediatore familiare e l'operatore d'ascolto

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Nella sua tesi di fine Corso in Mediazione Familiare, Valentina Sestu svolge un confronto tra l'attività e il ruolo del mediatore familiare e dell'operatore di un centro d'ascolto. In tale prospettiva, si sofferma sugli elementi della chiave della mediazione familiare, quali: il bisogno sociale connesso alla crisi, che si trasforma in opportunità; i requisiti, il ruolo e gli strumenti del mediatore familiare. Analogamente Valentina Sestu procede per quanto riguarda la figura dell'operatore d'ascolto. Ma poi dedica anche pagine molto interessanti alla presenza di un elemento comune e di un rischio comune ai due ruoli, cioè, rispettivamente: l'ascolto empatico e il coinvolgimento emotivo

Riguardo a questi aspetti Valentina Sestu ha aggiunto anche diverse rilevanti riflessioni in ordine alla formazione degli operatori del centro d'ascolto, anche alla luce della formazione seguita nel  Corso in Mediazione Familiare.

Tesi di Cristina Donadio: Mediazione familiare e mediazione in ambito socio sanitario, due pratiche a confronto

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Nella sua tesi, proposta al termine del Corso in Mediazione Familiare, Cristina Donadio, assistente sociale, analizza i conflitti che incontra e gestisce come direttrice di una Residenza Socio Sanitaria e di coordinatrice di una Casa Famiglia nonché di un’équipe operante presso un Centro di Salute Mentale: conflitti tra coniugi, tra familiari, tra familiari e operatori. E, osserva Cristina, spesso sono tra di loro correlati.

Scrive, infatti:  

Ciò che ho osservato è che nel momento in cui i conflitti familiari non risultano contenuti o gestiti attraverso una mediazione, con molta probabilità si estenderanno nel contesto organizzativo, dando luogo a problemi di natura comunicativa e organizzativa, non solo all’interno del nucleo familiare in oggetto ma anche tra il nucleo familiare e il personale, e all’interno dell’équipe multidisciplinare”.

Ma di non minore interesse è l’analisi di Cristina sulle analogie tra i rapporti e i conflitti tra gli ospiti e quelli tra i membri di una coppia o di una famiglia qualsiasi.

Tesi di Sara Vallone: L’utilizzo della Mediazione Familiare Interculturale in ambito migratorio

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Nella sua tesi, proposta al termine del Corso in Mediazione Familiare), Sara Vallone, antropologa culturale, esplora il possibile “intrecciarsi del concetto di mediazione familiare all'interculturalità nella sua concreta attuazione”, sollevando quesiti quali: "come coniugare tra loro ambiti così diversi quali i centri di accoglienza per rifugiati, il campo dell'antropologia applicata e la mediazione? Come definire e contrattare i molteplici habitus?"

Tesi di Micaela Linari: Mediazione Familiare: il Colloquio Individuale come risorsa per una mediazione consapevole.

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Nella sua tesi, proposta al termine del Corso in Mediazione Familiare, Micaela Linari, ritenendo fondamentale che “che, nel corso degli incontri, le parti possano operare tra loro un riconoscimento reciproco”, spiega la rilevanza che ha il colloquio individuale con ciascun attore del conflitto.

Tesi di Stefania Zerbetto “Che resti tra noi”. La mediazione come opportunità di trasformazione e recupero del legame familiare e sociale.

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Nella sua tesi, proposta al termine del Corso in Mediazione Familiare), Stefania Zerbetto ha scritto:

La figura del mediatore familiare, nel complesso e sfaccettato contesto storico attuale - caratterizzato da rapporti sociali sempre più rarefatti ed appiattiti –, si inserisce come colui che, senza giudicare né proporre soluzioni, assume un ruolo di catalizzatore e facilitatore del ripristino della comunicazione tra i coniugi, affiancandoli nel fare chiarezza in merito alle loro emozioni e rispetto al conflitto coniugale, e trasformando un vissuto, percepito come pericoloso e distruttivo, in un’opportunità per uscirne non indeboliti ma rafforzati. In questo cambio di prospettiva, l’obiettivo non sarà più quello di trovare una soluzione al conflitto tra i coniugi (benché tale risultato sia senza dubbio auspicabile), ma quello di far sentire ciascuno di loro riconosciuto ed accolto nei propri bisogni, esigenze, emozioni e frustrazioni. Tale Riconoscimento rappresenta la base dalla quale partire affinché la comunicazione (ed eventualmente la fiducia reciproca nell’altro) possa eventualmente, riprendere tra le due parti.

Relazione, incontro con l’altro, condivisione, volontà di mettersi in gioco, rappresentano nuove prospettive di confrontarsi all’interno della famiglia, ma anche al di fuori di essa, tra i consociati e tra questi ultimi e le istituzioni. Non si tratta di magia, ma di impegno nel ripristinare quel legame sociale, quella percezione dell’altro come appartenente al genere umano, che ci accomuna e ci fa sentire intimamente compresi.”.

Tesi di Martina Todesco: mediazione familiare e coppie con figli disabili

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La tesi proposta da Martina Todesco nel Corso in Mediazione Familiare) affronta il tema della mediazione in coppie genitoriali con figlio disabile.

Il mediatore ha un compito delicato e importante di riferimento e di aiuto alla coppia con tali problematiche, affinché quest'ultima si senta adeguatamente supportata a livello emotivo e relazionale e possa serenamente portare avanti il percorso di crescita del proprio figlio”.

 

Tesi di Mariella Russo: Il ruolo della mediazione familiare nel procedimento dell’affido condiviso

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La tesi proposta da Mariella Russo nel Corso in Mediazione Familiare mette in rilievo quale risorsa sia la mediazione familiare nella separazione dei genitori, in particolare rispetto all’affidamento condiviso, soffermandosi su un percorso di mediazione che ha seguito come tirocinante presso uno dei servizi di Me.Dia.Re.

Tesi di Fabiola Briganti: mediazione familiare, un lavoro di rete

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La tesi proposta da Fabiola Briganti nel Corso in Mediazione Familiare è un’esplorazione delle peculiarità con le quali si è diffusa e struttura la realtà della mediazione familiare in Emilia Romagna. E Fabiola Briganti non esita a sottolineare come nella sua regione un servizio di Mediazione Familiare sia presente in tutti i Centri per le famiglie della regione dove si qualifica come servizio non sovrapponibile né confuso con gli altri, essendo gestito da uno o due operatori formati, cui è assegnato uno spazio allestito ad hoc, nonché un budget finalizzato

 

Tesi di Luca Pugliese: La mediazione familiare nella separazione di fronte alla disabilità

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La tesi proposta da Luca Pugliese nel Corso in Mediazione Familiare è un avvicinamento alle "famiglie lacerate non solo dal dolore del trauma che la disabilità porta con sé, ma anche appesantite dai conflitti che la separazione porta con sé".

“In una società come quella attuale in cui le modificazioni strutturali e culturali della famiglia sono in continuo divenire, credo sia necessario lasciare aperti gli spazi del confronto e del supporto rispetto a tali cambiamenti. Il concetto di conflitto è altamente connotato da valenze negative e per questo demonizzato, tanto che si attuano comportamenti difensivi con il solo risultato dell’evitamento, mentre l’affrontare tale situazione con l’aiuto di un terzo porterebbe ad un maggior livello di benessere nella gestione dell’evento”.

Tesi di Daria Moschetti: La mediazione familiare in presenza di genitori anziani non autosufficienti

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La tesi che Daria Moschetti  ha proposto al termine del Corso in Mediazione Familiare, attraverso l’esame di due casi reali, indaga le potenzialità della mediazione familiare quale risorsa per la gestione di quelle dinamiche intra-famigliari rese critiche o conflittuali dall’accudimento di un genitore anziano non autosufficiente.

Tesi di Beatrice Reteuna Contin: “Cosa serve per dialogare?”- La mediazione famigliare e la pratica collaborativa: diversi metodi, stessi obiettivi

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La tesi di Beatrice Reteuna Contin discussa al termine del Corso in Mediazione Familiare è un’esplorazione delle similitudini e delle differenze tra mediazione familiare e pratica collaborativa, di cui cerca di evidenziare potenzialità e limiti.

Tesi di Antonio Vallone: Infedeltà e tradimento nella mediazione familiare

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La tesi di Anotnio Vallone discussa al termine del Corso in Mediazione Familiare affronta il tema del tradimento e dell’infedeltà coniugale, riflettendo su come possa essere gestito in conflitto coniugale connesso a tale situazione secondo diversi approcci di mediazione familiare.

Il tradimento è sempre esistito e sempre continuerà ad esistere (…). La situazione si è notevolmente complicata con l’avvento del web e dei social network che hanno aperto la strada ad ‘amori liquidi’, amori on-line e amici di penna che diventano amici di chat..

Tesi di Fabiola Sacco: La Mediazione Familiare: una risorsa per le famiglie con minori disabili

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La tesi di Fabiola Sacco discussa al termine del Corso in Mediazione Familiare tenta di far comprendere perché la mediazione familiare può essere una risorsa preziosa per la gestione del conflitto interno alle famiglie con minori disabili:

non perché non abbiamo le capacità per farcela da soli ma perché in determinati momenti è utile affidarsi, avere fiducia in qualcuno, neutrale, che possa fornirci una via d'uscita”.

Tesi Anna Lucia Mirone: La mediazione familiare come strumento preventivo

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La tesi di Anna Lucia Mirone presentata al termine del Corso in Mediazione Familiare di Me.Dia.Re. da lei seguito tra il 2014 e il 2016, constatando come accada spesso che le coppie in crisi entrino in loop conflittuali tali da non riuscire a venirne fuori da sole e da indurle a coinvolgere i figli, si sofferma su tali aspetti come fattori di rischio per la messa in atto da parte di questi di condotte anomale.

“La separazione, seppur dolorosa, non è di per sé un fattore di rischio tanto quanto non lo è il conflitto quando è costruttivo. Il problema del conflitto si ha quando questo riempie tutta la relazione tra coniugi o ex coniugi”.

Tesi di Vera Barzizza: La Mediazione Penale: interfacciarsi con la violenza

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La tesi di Mediazione Penale di Vera Barzizza per la conclusione del Corso di Giustizia Riparativa e di Mediazione Penale, Sanitaria, Organizzativo-Lavorativa e Scolastica è contemporaneamente un’introduzione alla Mediazione Penale e un approfondimento su alcune aree tematiche di particolare delicatezza, che riguardano, appunto, “l’interfacciarsi con la violenza”. Il tutto proposto con una generosa disponibilità a mettersi in gioco.

Tesi di Vera Barzizza: La mediazione familiare e il Servizio sociale oggi

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La tesi di Vera Barzizza per la conclusione del Corso in Mediazione Familiare propone un confronto fra la mediazione familiare ed il servizio sociale, concentrandosi sull’importanza dell’ascolto empatico nelle due professioni. Inoltre, dopo una descrizione dell’esperienza di tirocinio svolta affiancando un formatore-mediatore, in cui Vera Barzizza analizza anche le emozioni e i sentimenti provati ascoltando la persona che si era rivolta ad uno dei servizi di mediazione di Me.Dia.Re., nell’ultima parte riflette su “quanto mi ha cambiato e quanto mi ha arricchito il percorso formativo proposto da Me.Dia.Re.”

Tesi di Serena Carraro: “I luoghi della solitudine”. Il vissuto di solitudine nel luogo della mediazione familiare.

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 La tesi di Serena Carraro, che ha proposto e discusso in conclusione del Corso di Mediazione Familiare, è un avvicinamento al vissuto della solitudine, essendo questa una sensazione diffusa in chi vive un conflitto. Non si è limitata, però, ad esplorare la solitudine degli attori del conflitto, ma anche quello del mediatore familiare e ha allargato lo sguardo anche ai conflitti e alle mediazioni in altri, ambiti senza tralasciare alcune particolari condizioni di vittimizzazione: quella delle vittime di violenza fisica e psicologica nei contesti familiari e delle vittime di mobbing nei contesti organizzativi e lavorativi.

Tesi di Alessia Bobbio: Il benessere psicoeducativo dei figli: la funzione tras-formativa della mediazione familiare nel processo di ri-formazione della funzione genitoriale

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La tesi di Alessia Bobbio, che ha discusso in conclusione del Corso di Mediazione Familiare, propone analisi e riflessioni su come il conflitto tra i genitori possa essere entrato nel profondo del processo formativo dei bambini e degli adolescenti che hanno difficoltà di apprendimento. Alessia Bobbio, però, mette anche in luce come un approccio mediativo possa intervenire favorevolmente nella ripresa della loro formazione e come la mediazione abbia una capacità tras-formativa anche rispetto alla ri-appropriazione dei ruoli tra gli adulti.

 

Tesi di Tiziana Petiti: L’ascolto attivo, il silenzio e il riconoscimento come elementi della mediazione familiare

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Tiziana Petiti, nella sua tesi di fine Corso di Mediazione Familiare, si sofferma sull’importanza centrale dell’ascolto, rifacendosi a Thomas Gordon e narrando un colloquio di mediazione cui ha partecipato nell’ambito del tirocinio interno al percorso formativo, svolto affiancando un mediatore-formatore di Me.Dia.Re. nei servizi di mediazione familiare di tale Associazione.

Tesi di Alessio Gaggero: La mediazione familiare e dei conflitti. Approccio all’omosessualità.

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Nella sua tesi di fine Corso di Mediazione FamiliareAlessio Gaggero ha affrontato il tema dell'applicazione del modello trasformativo della mediazione familiare all’interno del contesto LGBT, nella consapevolezza che «in un mondo ideale, non si dovrebbe affrontare questa tematica: le persone LGBT devono essere considerate, anche in quest’ambito, al pari delle altre, proprio perché l’orientamento sessuale non rileva».