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12 risultati per la ricerca di: buonismo

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Obiettivi dell’antibuonismo nazionalrazzista

Obiettivi dell’antibuonismo nazionalrazzista, intesi come bersagli e come fini L’espressione “obiettivi dell’antibuonismo nazionalrazzista” rinvia ad un duplice significato della parola obiettivo. Cioè, gli obiettivi come risultati perseguiti dall’azione polemica svolta, in chiave antibuonista, dal nazionalrazzismo; e gli obiettivi dell’antibuonismo nazionalrazzista intesi come bersagli di un’azione di tipo conflittuale-offensivo. Avevo proposto il termine nazionalrazzismo in riferimento […]

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Distanziamento spaziale e distanziamento umano

Il distanziamento spaziale, al quale siamo stati vincolati per via del Coronavirus, non è traducibile in distanziamento umano. O, almeno, non dovrebbe. Tuttavia, negli ultimi anni, un certo distanziamento umano è stato così largamente propagandato e praticato, che l’esperienza dell’epidemia potrebbe non bastare a farci capire la natura auto-distruttiva del “ribaltamento valoriale” che lo sottende. In questo post, allora, ipotizziamo che si potrebbe conseguire un avvicinamento umano, se nuove politiche economico-sociali, finalmente attuative dei compiti assegnati alla Repubblica dalla Costituzione, si integrassero con un New Deal culturale e relazionale: cioè con servizi e prassi di ascolto, per dare alla paura, al dolore e alla rabbia la dovuta cittadinanza, impedendogli di pretendere i pieni poteri, e di mediazione, per ri-umanizzarci reciprocamente.

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Distanziamento sociale per l’ odio politico

Di fronte allo sconquasso in atto a causa del Coronavirus, di fronte al dolore e alla morte dilaganti, di fronte agli scenari tanto confusi quanto inquietanti, in termini sociali oltreché economici, che si prospettano, non possiamo più permetterci di consumare quel particolare tipo di droga, che ci hanno venduto, perché noi eravamo terribilmente disposti a comprare, che può chiamarsi “l’odio politico”.

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Due stragi, che non vanno dimenticate, compiute da razzisti di estrema destra, entrambe il 22 luglio, la prima nel 2011 e la seconda nel 2016

Oggi sulla rubrica Corsi e Ricorsi, oltre a quanto avvenuto e a cosa è rimasto del G8 di Genova di 17 anni fa, riteniamo che vadano ricordate anche due stragi accadute a cinque anni esatti di distanza l’una dall’altra. Entrambe realizzate da singoli attentatori, tutti due estremisti di destra e razzisti: uno lucido, calcolatore e riconosciuto dal tribunale come sostanzialmente “sano di mente”; l’altro, invece, definito dagli investigatori un sociopatico in preda a furia omicida. Una strage, commessa in Norvegia , nel 2011, pianificata con larghissimo anticipo ed estrema cura, si concretizzò in un duplice attacco, con un autobomba a Oslo, prima, e sull’isola di Utøya, con armi da fuoco, due ore dopo. Costò la vita a 77 persone, soprattutto giovanissime, e ne ferì 319, di cui 67 in maniera grave. La seconda strage, compiuta con una pistola semiautomatica, avvenne esattamente due anni fa, a Monaco di Baviera, fuori da un McDonald’s nei pressi di un centro commerciale e poi dentro il centro stesso, e tolse la vita a 9 persone, ferendone altre 35.

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Sostituzione (ir)razionale

È in corso un tentativo di sostituzione (ir)razionale? Se lo fosse, da chi e perché sarebbe posto in essere tale tentativo? A cosa mirerebbe? E in cosa consisterebbe questa sostituzione? A simili quesiti si può tentare di rispondere partendo dall’espressione che ha ispirato quella di sostituzione (ir)razionale: la sostituzione etnica.

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Giorno maledetto

Nel’55 usciva sugli schermi un film di grande successo, Giorno maledetto. Un reduce della Seconda Guerra Mondiale, Macreedy, arriva a Black Rock per cercare il padre di un suo commilitone, un nippo-americano morto in Italia sul campo di battaglia. Scoperto che il vecchio era stato bruciato vivo da un gruppetto di razzisti, guidati da Reno Smith, Macreedy avrà a che fare con i depistaggi e le minacce di questo fanatico violento, autoproclamatosi patriottico. Quanti Reno Smith ci sono da noi? Quanti stranieri sono stati colpiti solo perché immigrati? Cosa si può fare per non sentirsi “sporchi” come gli abitanti di Black Rock?

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Autorizzazione della violenza

La continua demonizzazione e criminalizzazione degli immigrati e il tentativo di screditamento ed emarginazione di coloro che non nutrono sentimenti xenofobi fanno parte di una linea politica intrinsecamente violenta. Che, però, ha come possibile effetto, e forse anche come obiettivo politico o perfino come dato costitutivo, la creazione di condizioni culturali favorevoli ad un’autorizzazione della violenza razzista.

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Prima gli esseri umani

La sostituzione della prospettiva del “prima gli esseri umani” con quella del “prima noi”, invece di tutelare davvero quei “noi”, li seduce, li inganna e fornisce comodi alibi per non risolverne le cause del disagio.

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(in)giustizia nazionalrazzista

 La (in)giustizia nazionalrazzista cerca di far credere che la fonte di tutti i mali di cui soffrono gli italiani è l’immigrazione e si propone come una giustizia centrata sull’individuazione di un comodo capro espiatorio.