Tesi Anna Lucia Mirone: La mediazione familiare come strumento preventivo

La tesi di Anna Lucia Mirone di fine corso (Edizione VI Corso in Mediazione Familiare Novembre 2014 – Gennaio 2016, dell’Associazione Me.Dia.Re.), tenendo conto della letteratura scientifica, si sofferma sui fattori di rischio che possono portare alla messa in atto di condotte anomale da parte dei figli (in generale, ed in particolare all’interno della fase adolescenziale), con particolare riferimento alle situazioni di separazione/divorzio conflittuale tra i genitori. Ma nella tesi di Anna Lucia Mirone non si trascurano i fattori di protezione ed il livello di resilienza dei minori coinvolti nel processo di separazione di genitoriale. In questo quadro, la tesi arriva a proporre un peculiare ruolo della mediazione familiare, in un’ottica di prevenzione rispetto all’insorgenza di condotte anomale da parte dei figli.

Può cliccare qui chi è interessato a leggere la tesi di Mediazione Familiare di Anna Lucia Mirone.

Le altre tesi sulla mediazione familiare dei partecipanti ai corsi di Me.Dia.Re. si trovano nella pagina Tesi dei Corsi di Mediazione Familiare, Penale…

Locandina Master Mediatori familiari
Locandina Master Mediazione penale
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Secondo appuntamento di Note di mediazione: Soldi di Mahmood

Nel secondo appuntamento della rubrica Note di Mediazione, analizzeremo in chiave di mediazione dei conflitti, il testo della canzone che ha vinto il Festival di S. Remo nel 2019, ossia “Soldi” di Mahmood, canzone suggerita da Marco, un ragazzo che segue la rubrica. Molto interessante il tema toccato, ossia quello del rapporto conflittuale (o addirittura assente) tra il protagonista della canzone, che è anche l’autore della stessa e il padre.

Come nello scorso appuntamento, abbiamo ipotizzato che Alessandro, si sia rivolto a noi di Me.Dia.Re. chiedendo di aiutarlo a capire “cosa fare” di questa relazione con il genitore. Ovviamente, il mediatore non potrà offrire una soluzione o una personale valutazione in merito, ma potrà accompagnare questa persona a ri-elaborare la relazione con il padre. Molti sono i vissuti che emergono e gli stati emozionali che li hanno accompagnati e che ad oggi la fanno ancora da padroni e vanno dalla rabbia, al dolore, alla frustrazione, al provare tenerezza e nostalgia di momenti vissuti in passato. Nel percorso di ascolto, questi sentimenti vengono rispecchiati, in modo tale che l’utente li possa “vedere” attraverso il mediatore e li possa, magari, elaborare in maniera costruttiva. Emerge la volontà di provare ad avvicinare il padre, cosa che nella realtà di un percorso di ascolto e mediazione capita spesso, volontà che trova accoglimento, attraverso l’invito, che noi mediatori possiamo fare, all’altra persona, invito che se accolto darebbe il via ad un percorso di ascolto parallelo dello stesso ed, eventualmente, a sedute di mediazione, ossia di confronto diretto tra le parti in gioco. Confronto che potrebbe, se vi fosse la volontà di entrambi, riaprire un dialogo tra i due, realizzando così, ancora una volta, la “magia” della mediazione.

Tesi di Vera Barzizza: La Mediazione Penale: interfacciarsi con la violenza

Vera Barzizza, nella sua tesi di Mediazione Penale (Edizione XIII Corso di Mediazione Penale, Sanitaria, Organizzativo-Lavorativa e Scolastica Maggio 2018 – Novembre 2019, dell’Associazione Me.Dia.Re.), nonostante la preparazione di tale elaborato fosse facoltativo, ha svolto un discorso, corposo ed essenziale insieme, sulla Giustizia Riparativa e sulla Mediazione Penale, permettendo, da un lato, un agevole avvicinamento a questa vasta tematica, per chi si accosta per la prima volta ad essa, e consentendo, dall’altro, grazie a puntuali approfondimenti, di trovare occasioni di esplorazione su temi specifici. E scomodi.

Infatti, Vera Barzizza non si è limitata a svolgere delle riflessioni di tipo teorico, ma ha scritto anche con il cuore e, come nella formazione, così nella scrittura della tesi, ha messo in gioco, in qualche modo, anche la propria sensibilità. E se ciò è più facilmente rilevabile nelle parti dedicate alla violenza (bullismo, cyberbullismo, violenza di genere, il fenomeno del Blue Whale), a ben guardare, tale risvolto emerge anche negli altri capitoli e paragrafi.

Può cliccare qui chi è interessato a leggere la tesi di Mediazione Penale di Vera Barzizza. La tesi di Mediazione Familiare di Vera Barzizza, invece, si trova qui.

Le altre tesi sulla mediazione familiare dei partecipanti ai corsi di Me.Dia.Re. si trovano nella pagina Tesi dei Corsi di Mediazione Familiare, Penale…

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Tesi di Vera Barzizza: La mediazione familiare e il Servizio sociale oggi

Vera Barzizza, nella sua tesi di fine corso (Edizione VII Corso in Mediazione Familiare Maggio 2015 – Settembre 2016, dell’Associazione Me.Dia.Re.), dopo la descrizione sulle origini della mediazione familiare, sullo sviluppo dei suoi modelli, incluso quello proposto dall’Associazione Me.Dia.Re., svolge un confronto fra la mediazione familiare ed il servizio sociale, concentrandosi in particolar modo sull’importanza dell’ascolto empatico e sul significato del riconoscimento delle emozioni ed evidenziando similarità e differenze tra le due professioni. Nel quarto capitolo Vera Barzizza si sofferma sull’esperienza di tirocinio svolta affiancando un formatore-mediatore, nel quale analizza anche le emozioni e i sentimenti provati ascoltando la persona che si era rivolta ad uno dei servizi di mediazione di Me.Dia.Re. Il quinto capitolo esplora le risorse e i limiti della mediazione e, infine, nell’ultimo capitolo in cui Vera Barzizza riflette su

“quanto mi ha cambiato e quanto mi ha arricchito il percorso formativo proposto da Me.Dia.Re.”

Può cliccare qui chi è interessato a leggere la tesi di Mediazione Familiare di Vera Barzizza. La tesi di Mediazione Penale di Vera Barzizza, invece, si trova qui.

Le altre tesi sulla mediazione familiare dei partecipanti ai corsi di Me.Dia.Re. si trovano nella pagina Tesi dei Corsi di Mediazione Familiare, Penale…

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Tesi di Serena Carraro: “I luoghi della solitudine”. Il vissuto di solitudine nel luogo della mediazione familiare.

Serena Carraro, nella sua tesi di fine corso (Edizione XI Corso in Mediazione Familiare Novembre 2017 – Giugno 2019, dell’Associazione Me.Dia.Re.), partendo dalla definizione della solitudine nelle sue accezioni e percezioni, sia negative che positive, ha cercato di delineare il vissuto di coloro che si avvalgono della mediazione. Uno dei possibili sentimenti, una delle tante emozioni, un’ipotizzabile dimensione, che la persona può vivere e attraversare, confrontandosi in primo luogo con la propria individualità.

La solitudine, infatti, è un vissuto ricorrente all’interno delle situazioni di conflitto, ma è esperibile non solo da chi ne è parte attiva, ma anche chi le accoglie e le contiene, nel contesto della mediazione.

Quindi, Serena Carraro, nell’ambito della mediazione familiare, naturalmente, ha preso in considerazione i partner, e nel caso in cui siano coinvolgibili, anche i loro figli, ma, fuori da quell’ambito, ha anche rivolto la sua attenzione alla solitudine di altri confliggenti, senza trascurare la condizione delle vittime di violenza fisica e psicologica nei contesti familiari e delle vittime di mobbing nei contesti organizzativi e lavorativi.

Ovviamente non poteva mancare la condizione di solitudine del mediatore, che risulta essere, con la sua posizione equi-prossima, uno dei protagonisti sulla scena della mediazione.

Può cliccare qui chi è interessato a leggere la tesi di Serena Carraro.

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Intervista a Cristel Jocollé

Parliamo con Cristel Jocollé, in questo terzo video della rubrica Interviste ad ex corsisti. Anche in tal caso diamo la parola ad una mediatrice familiari  che ha seguito uno dei Corsi di Mediazione familiare dell’Associazione Me.Dia.Re. (era la nona edizione, iniziata nel novembre del 2016)

Cristel, dopo aver spiegato come l’interesse per la mediazione sia sorto in lei fin dall’Università ed essersi soffermata sull’importanza che hanno avuto sia il forte carattere interattivo della formazione sulla mediazione familiare proposta da Me.Dia.Re. sia la realizzazione del tirocinio, al fianco di un formatore, nei colloqui con delle persone che si avvalsero dei servizi di mediazione familiare dell’Associazione, si concentra su altri aspetti non meno interessanti.

Infatti, nel parlare delle proprie esperienze di mediatrice familiare fa anche un confronto con un’altra attività da essa svolta, quella di mediatrice civile e commerciale, ai sensi del Dlgs. 28/2010, e svolge dei ragionamenti su quali siano le potenzialità della mediazione familiare, senza celare alcuni degli elementi che finora hanno influito negativamente sulla sua diffusione.

Intervista a Daniela Meistro Prandi

Parliamo con Daniela Meistro Prandi, in questo secondo video della rubrica Interviste ad ex corsisti, in cui diamo la parola a mediatrici e mediatori familiari e/o penali, che hanno seguito i corsi di Mediazione familiare e di Mediazione Penale dell’Associazione Me.Dia.Re.

Daniela, dopo aver spiegato le motivazioni personali che l’hanno portata ad iscriversi ad un corso professionalizzante in mediazione familiare, accenna a quali sono stati, secondo lei, i punti di forza del percorso formativo in aula e all’importanza che ha avuto per lei la possibilità di svolgere il tirocinio affiancando un formatore nei colloqui con delle persone che si avvalsero dei servizi di mediazione familiare di Me.Dia.Re.

Soprattutto Daniela, però, si sofferma sulle esperienze realizzate come mediatrice dopo la conclusione del percorso formativo e sulle sue prospettive per il futuro.

Tesi di Alessia Bobbio: Il benessere psicoeducativo dei figli: la funzione tras-formativa della mediazione familiare nel processo di ri-formazione della funzione genitoriale

Nella sua Tesi di fine corso (Edizione XIV Corso in Mediazione Familiare Maggio 2018 – Novembre 2019, dell’Associazione Me.Dia.Re.), Alessia Bobbio è partita dall’assunto epistemologico della pedagogia (come “scienza della formazione dell’uomo”), secondo il quale gli esseri umani iniziano la loro formazione al momento della nascita e la terminano al momento della morte, e dall’osservazione, da essa sviluppata nella pratica del suo lavoro quotidiano, su come spesso bambini o adolescenti che subiscono uno stop evolutivo (in termini di capacità di espressione ed elaborazione delle proprie emozioni, di difficoltà scolastiche, comportamentali, relazionali) siano immersi in un conflitto familiare e in situazioni di separazione conflittuale tra genitori.

La tesi di Alessia Bobbio, perciò, pone l’attenzione sul come il conflitto sia entrato nel profondo del processo formativo di  bambini e adolescenti che hanno difficoltà di apprendimento e di come un approccio mediativo possa intervenire favorevolmente nella ripresa della propria formazione.

Può cliccare qui chi è interessato a leggere la tesi di Alessia Bobbio.

Altre tesi sulla mediazione familiare dei partecipanti ai corsi di Me.Dia.Re. si trovano nella pagina Tesi dei Corsi di Mediazione Familiare, Penale…

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Tesi di Tiziana Petiti: L’ascolto attivo, il silenzio e il riconoscimento come elementi della mediazione familiare

Nella sua Tesi di fine corso (Edizione XIV Corso in Mediazione Familiare Maggio 2018 – Novembre 2019, Associazione Me.Dia.Re.), Tiziana Petiti si è soffermata sul tema dell’ascolto, come aspetto centrale (anche) della mediazione. In particolare, soffermandosi sulla tecnica dell’ascolto attivo di Thomas Gordon, del silenzio e sottolineando l’importanza dell’empatia, Tiziana Petiti mette in rilievo come questa possa dispiegarsi con delle “tecniche di rispecchiamento”, che contribuiscono a conferire sostanza al riconoscimento, un elemento di svolta nella mediazione familiare.

Ma nella sua tesi Tiziana Petiti non si limita a sviluppare delle riflessioni teoriche. Anzi per dare concretezza a quelle si sofferma sulla descrizione di un colloquio con una persona in conflitto, che lei ha ascoltato nell’ambito del tirocinio interno al percorso formativo, svolto affiancando un mediatore-formatore di Me.Dia.Re. nei servizi di mediazione familiare di tale Associazione.

Può cliccare qui chi è interessato a leggere la tesi di Tiziana Petiti.

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Diciottesima puntata di Conflitti in corso

Nella diciassettesima puntata di Conflitti in corso affrontiamo un caso di conflitto interno ad una famiglia, generato dal razzismo, che ha prodotto prima il netto rifiuto da parte di una donna di incontrare la moglie di suo figlio e, poi, di conoscere anche i loro due bimbi. La nuora, infatti, agli occhi della suocera, sarebbe “colpevole” di arrivare da un altro continente, e, come lei, i nipotini sarebbero “colpevoli” di avere la pelle di un colore diverso dal suo. Il figlio, che, sposando una donna di origine africana, ancorché cristiana, sarebbe per sua mamma, colpevole di tradimento imperdonabile, chiede a sé stesso e all’Associazione Me.Dia.Re. se si tratti di un conflitto mediabile.