Il 4 agosto del 1964 il cosiddetto incidente del Tonchino ‘legittima’ l’escalation dell’intervento militare degli Stati Uniti in Vietnam

Pare che Lyndon Johnson, l’allora presidente degli Stati Uniti, poche ore dopo l’incidente, così si espresse:

Maledizione, quei dannati imbecilli stavano sparando a dei pesci volanti!”.

Probabilmente infatti, gli uomini dello USS Maddox, cacciatorpediniere americano, ebbero l’impressione di essere stati attaccati dal nemico nordvietnamita e risposero al fuoco, sparando, tuttavia, al nulla.

Senz’altro si trovavano in una condizione di estrema tensione, viaggiando sul filo della provocazione nei confronti del nemico: le navi a stelle e strisce, durante le incursioni terrestri dell’esercito sudvietnamita, costeggiavano i territori del Nord, alla ricerca di informazioni strategiche. Questo comportamento aveva già portato a uno scontro il 2 agosto 1964, durante il quale si registrò l’affondamento di una nave nemica, a fronte di un unico colpo subito dallo stesso Maddox.

Due giorni dopo, erano le 22.30 circa, i marinai pensarono di aver individuato di nuovo, complice probabilmente il maltempo, delle imbarcazioni ostili e si comportarono di conseguenza. Giunta a Washington, la notizia, sommata a quella del 02.08, permise al Congresso di dare il via ad azioni militari di attacco, senza, tuttavia, dichiarare guerra. Guerra che si scatenò più avanti in tutta la sua violenza (su questa rubrica, Corsi e Ricorsi, abbiamo ricordato il conflitto in Vietnam in diversi post, inclusi “I had a brother at Khe Sanh, Fighting off the Viet Cong” e 12 novembre 1969: il giornalista freelance Seymour Hersh scopre l’eccidio di My Lai), come è tristemente noto, proprio in seguito al contributo statunitense.

Alessio Gaggero

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