Strage di piazza della Loggia

Alle 10 e 12 del 28 maggio 1974, in piazza della Loggia a Brescia, un ordigno fatto esplodere in un contenitore della spazzatura provocò otto morti e circa cento feriti. La piazza era gremita a causa di una manifestazione contro il terrorismo neofascista indetta dai sindacati e dal Comitato Antifascista. Erano presenti il sindacalista della Cisl Franco Castrezzati, Adelio Terraroli del Partito comunista italiano e il segretario della Camera del lavoro di Brescia Gianni Panella. Sei persone morirono subito, altre due dopo ore di agonia in ospedale.

Il giorno prima del fatto, un messaggio proveniente da Ordine nero e diretto ai quotidiani di Brescia aveva preannunciato attentati contro esercizi pubblici. La morte di un giovane bresciano (già militante in formazioni extraparlamentari di estrema destra), avvenuta qualche giorno prima, sarebbe stata ricordata, secondo il messaggio, con degli attentati. Nelle settimane precedenti, in effetti, c’erano già stati attacchi violenti nelle scuole e contro sedi di partiti della sinistra e di organizzazioni sindacali, volti a contrastare mutamenti sociali in senso progressista. Per questo, antifascisti e sindacalisti avevano organizzato quella manifestazione del 28 maggio.

Il funerale si svolse nella stessa Piazza della Loggia, alla presenza del Capo dello Stato Giovanni Leone, del Presidente del Consiglio Mariano Rumor e dei principali leader di partito. La cerimonia venne interamente pagata dal comune di Brescia e vide la partecipazione popolare di circa 500.000 persone.

Nell’arco di quarant’anni, si sono celebrati tre distinti processi. L’ultimo, terminato nel 2017, ha condannato per strage il dirigente di Ordine Nuovo Carlo Maria Maggi, come organizzatore dell’eccidio, e il militante (e informatore del Sid) Maurizio Tramonte, per concorso. Diversamente, i primi due procedimenti portarono esclusivamente ad assoluzioni.

Un ulteriore troncone di indagine risulta tuttora pendente presso la Procura per i Minorenni di Brescia, a carico del veronese Marco Toffaloni. Fu infatti acquisita una fotografia del giorno della strage, che attesterebbe la presenza di Toffaloni, all’epoca diciassettenne, in Piazza della Loggia la mattina del 28 maggio 1974, pochi istanti dopo l’esplosione. Questo, unitamente ad alcune sue dichiarazioni a un collaboratore di giustizia, portarono la Procura ad aprire nuovamente il processo.

 

Alessio Gaggero

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