Undicesima puntata di Conflitti in corso

In questa undicesima puntata di Conflitti in corso commentiamo la mail di un uomo che, appena assunto, ha scoperto di dover gestire un conflitto che spacca in due l’intero gruppo dei volontari che è chiamato a coordinare.

Quest’uomo ci ha chiesto:

«Come mi suggerite di procedere visto che questi volontari sono tutti in gamba, tutti motivatissimi e convinti di ciò che fa l’organizzazione, ma anche convinti e determinati nel farsi la guerra tra di loro?».

Nel video consideriamo i rischi dell’estensione del conflitto. In particolare, quelli derivanti dalla possibilità che il coordinatore sia vissuto da entrambe le parti come alleato della controparte, o come contrapposto ad entrambe. Ma osserviamo anche alcune caratteristiche di questo conflitto, che ne segnalano un’escalation significativa: l’indisponibilità sostanziale al dialogo da parte delle due fazioni; la reciproca spersonalizzazione; la sfiducia e perfino la sospettosità con cui ciascuna parte interpreta atti e atteggiamenti della controparte; la tendenza di entrambe le parti ad attribuire la colpa dell’avvio del conflitto alla controparte; i tentativi di tutte e due le fazioni di trasformare il coordinatore in un proprio alleato.

Sulla base di queste osservazioni, nel video, si propongono delle ipotesi di approccio.

 

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