Tesi di Maria Rosanna Camarda: Conflitto e mediazione familiare nella coppia che vive la malattia

La tesi presentata da Maria Rosanna Camarda alla fine del corso (Edizione XIII del Corso in Mediazione Familiare Novembre 2018, dell’Associazione Me.Dia.Re.) è un’esplorazione partecipe e sentita della possibilità, attraverso l’attività di mediazione familiare (e, soprattutto, attraverso l’ascolto in quella declinato), di gestire il conflitto tra i coniugi in presenza di una condizione di malattia, in particolare di malattia cronica.

Il conflitto nasce perché ci sentiamo minacciati nei confini della nostra identità ed ognuno ha una risposta propria al conflitto e al modo di affrontarlo. La persona sente l’altro, partner o familiare o persona con la quale si sia generato un conflitto, come nemico. Davanti all’altro ci si mette in una posizione di battaglia perché si è avuto la possibilità di costruire l’altro come nemico: la spersonalizzazione dell’altro visto non più come persona ma come colui che ci sta complicando la vita e colui al quale si vuole infliggere lo stesso male. In un conflitto sia l’uno che l’altro si sentono buoni e vedono l’altro come il cattivo. Questo concetto regge fin tanto che l’altro è vissuto e visto come diverso da sé stessi ma inizia a vacillare quando il nemico si svuota della sua armatura e fa intravedere la persona, uguale nella sofferenza, una persona che sta male e che ha la necessità di risolvere la sua guerra. Il conflitto si anima di aspetti emotivi, di irrazionalità, di non detti, di caos, di solitudine, di non comprensione, di lunghi anni di saturazione dell’impossibile, del non essere riconosciuti, di tutte quelle parti del profondo dell’anima sconosciute anche a noi stessi, delle fragilità umane che hanno messo una maschera per sopravvivere, della parte più selvaggia ed oscura della nostra anima, quella che ci fa più paura e che spesso vediamo nell’altro in un gioco di specchiamento.”.

Rosanna, però, non si limita a ragionare sul conflitto in generale, ma si proietta “in un contesto dove la sofferenza diventa quotidianità” e in particolare, “nella coppia che sta affrontando la malattia”. E la sua tesi, che non ha la pretesa di voler dare risposte definitive, si conclude con il tentativo “di creare un pensiero progettuale in cui l’ascolto dell’altro diventa occasione di guardare alla malattia come ad una possibilità per la coppia e la famiglia di riprendere in mano le fila della propria vita”.

Può cliccare qui chi è interessato a leggere la tesi di Mediazione Familiare di Maria Rosanna Camarda

Le altre tesi sulla mediazione familiare dei partecipanti ai corsi di Me.Dia.Re. si trovano nella pagina Tesi dei Corsi di Mediazione Familiare, Penale…

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