Spagna, 1973: l’ETA dà la morte all’erede di Franco

In quell’estate da poco lasciata alle spalle, Luis Carrero Blanco era stato nominato Presidente del Governo spagnolo (l’equivalente del Presidente del Consiglio dei Ministri) proprio da Franco. Dopo anni passati fianco a fianco ai più alti (e controversi) vertici politico-militari spagnoli, il caudillo iniziava dunque a farsi da parte, pur mantenendo per sé le cariche di capo dello stato e dell’esercito, e aveva chiaramente indicato il suo successore.

Come dirà più avanti uno dei terroristi baschi, fu proprio questa investitura a costare la vita a Carrero Blanco, che se la sarebbe cavata, per così dire, con un rapimento, secondo i piani originari dell’ETA. Gli organizzatori optarono, invece, per la dinamite.

Posta sotto il manto stradale, per mezzo di un travestimento di diversi uomini fintisi elettricisti, esplose quando la macchina del politico, che compiva lo stesso tragitto tutte le mattine, passò sul punto prestabilito: la vettura compì un volo di diverse decine di metri, scavalcando un palazzo di sei piani lì vicino e finendo nell’interno cortile dello stesso.

 

 

 

 

 

Incredibilmente, Carrero Blanco non morì sul colpo, a differenza dell’autista e dell’agente di scorta, ma resistette fino all’arrivo in ospedale, dove spirò. L’attentato fu poi rivendicato, a circa una settimana di distanza, da un commando basco in Francia, che rivelò l’intero piano. Le indagini non portarono a molto di più, e l’amnistia del 1977, seguita alla caduta di Franco, fece cadere ogni accusa.

Per quanto importanti, queste tre morti compongono un numero tristemente piccolo rispetto a sessant’anni di attività dell’ETA. Euskadi Ta Askatasuna, questo il nome in lingua basca, significa Paese basco e libertà: l’organizzazione ha infatti avuto l’obiettivo di rendere indipendenti il territorio e il popolo basco, che trova uno degli elementi di aggregazione proprio nella lingua. Al confine tra Francia e Spagna non si parla spagnolo né francese, ma una terza lingua non di origine indoeuropea, per la quale, ad oggi, esistono solo ipotesi riguardanti il ceppo di provenienza.

L’ETA fu dunque fondata nel 1958 e pochi anni dopo imbraccerà le armi per condurre le proprie battaglie. Il sangue versato fino al 2018 è stato molto, fino a oltrepassare le 800 persone e a “guadagnarsi” il titolo di organizzazione terroristica da svariati stati, Unione Europea inclusa. Proprio quest’anno, però, ne è stato dichiarato pubblicamente lo scioglimento, dopo che, nel 2011, aveva decretato la fine della propria attività armata.

 

Alessio Gaggero

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