Sostegno psicologico e psico-sociale per rifugiati e richiedenti asilo minori – Progetto MASNÀ

Il progetto, avviato nel 2014 in convenzione con il Comune di Torino, mira a offrire sostegno psicologico e psico-sociale a minori stranieri richiedenti asilo, rifugiati politici o titolari di protezione internazionale che manifestano la necessità di una presa in carico di tipo clinico, a seguito di eventi di natura traumatica connessi con la storia di fuga, la separazione forzata dalle figure significative e con il processo di ricollocazione nel nostro territorio. Inoltre, nell’ambito del progetto si offre anche un’attività di supervisione rivolta agli operatori dell’Ufficio Minori Stranieri del Comune di Torino e alle persone che lavorano nelle strutture di accoglienza.

A chi si rivolge

Il progetto si rivolge a:

  • I minori stranieri richiedenti asilo, rifugiati politici e titolari di protezione internazionale presi in carico e segnalati dall’Ufficio Minori Stranieri del Comune di Torino
  • gli operatori dell’Ufficio Minori Stranieri del Comune di Torino e alle persone che lavorano nelle strutture di accoglienza.

Quali servizi offre

Nell’ambito del progetto Masnà vengono offerti i seguenti servizi:

  • SOSTEGNO PSICOLOGICO E PSICOTERAPEUTICO
    Si offre un servizio di sostegno psicologico e psicoterapia individuale. La storia migratoria dei minori richiedenti asilo e rifugiati sovente si trascina dietro vissuti di precarietà e minaccia legati ad episodi al limite della sopravvivenza, che possono attivare un funzionamento psichico di tipo post-traumatico. Al tempo stesso, l’arrivo in una terra straniera conduce alla messa in crisi dell’identità personale e all’adozione di strategie di adattamento e mediazione verso nuovi codici culturali. Essi devono affrontare il difficile compito di elaborare la propria eredità emotiva, le proprie appartenenze, nonché il lutto per la separazione dal proprio paese d’origine e dalla propria matrice culturale. Necessitano quindi di un contesto che possa prendere in carico i loro bisogni di sicurezza, comprensione e supporto in una fase di passaggio estremamente critica. Alle difficoltà specifiche legate alla storia migratoria, si associano quelle che tipicamente caratterizzano la fase dell’adolescenza. Le classiche domande che caratterizzano ogni individuo in questa fase di età – chi sono? da dove provengo? dove andrò? – possono evocare un’angoscia dirompente perché si rispecchiano in una realtà effettivamente sconosciuta. In tale contesto il gruppo dei pari può rappresentare un punto di riferimento importante; per questo il progetto prevede l’attivazione di numerose attività in gruppo, condotte con la presenza di un clinico esperto in grado di declinare il proprio intervento anche attraverso interventi di tipo psico-sociale.
  • ATTIVITÀ LABORATORIALI
    In considerazione della rilevanza nell’adolescenza del confronto all’interno del gruppo dei pari, si offrono le seguenti attività laboratoriali:

    Laboratorio Multimediale
    Il laboratorio utilizza la metodologia del video partecipato  come strumento per favorire l’espressione di sé, la rielaborazione degli eventi traumatici, il consolidamento di legami di amicizia, l’integrazione dei ragazzi nel contesto urbano, sostenendoli nel difficile processo di costruirsi una nuova vita nel nostro paese. L’inserimento nel contesto territoriale di accoglienza è infatti un processo complesso, che spesso viene vissuto in modo problematico. La mancata conoscenza del tessuto urbano rappresenta spesso un ulteriore ostacolo al percorso di integrazione che va a sommarsi alle difficoltà e alle vicende traumatiche che hanno motivato e accompagnato l’arrivo nel nostro Paese. I metodi previsti riguardano il lavoro di gruppo e la produzione di materiale autobiografico attraverso l’impiego di strumenti multimediali (narrativa di episodi recenti o passati, fotografie, videoriprese). La mediazione dell’immagine video offre un punto di incontro tra l’esperienza personale e collettiva, la condizione attuale e le proiezioni future.

    Teatro di Comunità
    Il Laboratorio di Teatro di Comunità, tenuto da una équipe mista composta da psicologi psicoterapeuti e attori formatori, si prefigge l’obbiettivo di favorire i processi di empowerment, il rafforzamento del senso di autoefficacia, l’integrazione, l’autonomia, le competenze linguistiche e narrative. La metodologia è quella del Teatro di comunità, che utilizza la narrazione e l’uso del corpo, come strumento di crescita e sviluppo di comunità. L’attività teatrale favorisce l’emergere delle problematiche vissute e la loro elaborazione in forma espressiva. Il contesto collettivo crea fiducia e nuove relazioni tra i partecipanti, favorendo il benessere individuale e facilitando l’apertura al racconto. L’esprimere il proprio vissuto sotto forma di vocalizzazioni o di gesti può favorire l’elaborazione del trauma e la riappropriazione del sé, nonché la consapevolezza che il vissuto traumatico è suscettibile di essere riletto sotto altre forme. L’utilizzo della corporeità costituisce inoltre uno strumento per riavvicinarsi ad un corpo spesso trascurato e dimenticato a causa dei maltrattamenti (fisici e psicologici) subiti.

  • ATTIVITÀ DI SUPERVISIONE
    Tale attività è rivolta agli operatori del Servizio Minori – Ufficio Minori Stranieri del Comune di Torino e agli educatori che lavorano nelle strutture di accoglienza finalizzate alla elaborazione del carico psicologico ed emotivo che essi si trovano a sperimentare nel delicato e coinvolgente lavoro con il minore non accompagnato. Lo spazio di supervisione di gruppo permette di esplorare e approfondire la relazione d’aiuto tra gli operatori e gli ospiti delle strutture di accoglienza, favorendo il contenimento di vissuti emotivi legati alla presa in carico della gravi sofferenze di cui sono portatori i minori non accompagnati. Declinata in tal modo l’attività di supervisione favorisce la crescita professionale, migliora la qualità e l’efficacia del lavoro, rafforza le competenze e le capacità organizzative dell’intero staff.