| Servizi rivolti alla persona |
Servizi Gratuiti di Ascolto e Mediazione dei conflitti
Me.Dia.Re gestisce alcuni Servizi gratuiti di Ascolto del Cittadino e di Mediazione dei Conflitti:
- Servizio di Ascolto e Mediazione di Via S. Pio V, 17/b, Torino, attivo dal 2004, con il contributo ed il patrocinio della Circoscrizione 8 e il patrocinio della Circoscrizione 9 della Città di Torino. Recapito: 345 73 50 229
- Servizio di Ascolto e Mediazione di Via Buniva 9 bis/d, Torino, attivo dal 2005, con il contributo ed il patrocinio delle Circoscrizioni 1 e 7 e della Compagnia di San Paolo. Recapito: 011-83 90 942 - 393 85 84 373
- Servizio di Ascolto e Mediazione presso lo Sportello INFORMAUNO di via Bertolotti 10, con contributo della Circoscrizione 1 della Città di Torino, attivo dal 2007. Recapito: 393 85 84 373
- Servizio di Ascolto del Cittadino e Mediazione di Via Gobetti 2, Collegno, attivo dal marzo 2009, in convenzione con la Città di Collegno (TO). Recapito: 393 85 84 373
- Servizio di Ascolto e Mediazione presso Villa Olimpia, Verbania Pallanza (Via Mazzini 19), attivo dal 2007, in collaborazione con la Città di Verbania (VCO) – Assessorato alle Politiche Sociali. Recapito: 0323.556136 - 346.6993030
- Servizio di Ascolto e Mediazione, Piazzetta Conti Guerra del Grione 21, Bra (CN). Recapito: 345 73 50 229
- Servizio di Ascolto e Mediazione Familiare in convenzione con la Società Co.el.mo. di Caserta per i dipendenti dell’Azienda.
LE CARATTERISTICHE DEI SERVIZI:
Poiché spesso la parola “mediazione” evoca l’idea del doversi adattare ad un compromesso intollerabile pregiudicando le possibilità di avvalersi di tale risorsa per chi, pur afflitto dalla dolorosa condizione del conflitto, non è disposto a immaginare di dialogare con il “nemico”, questi sportelli si configurano anche come dei Servizi di Ascolto: le persone, infatti, vi arrivano per potere trovare uno spazio confidenziale in cui esprimere i vissuti provati (sono assai rari i casi in cui il cittadino si rivolge ai nostri Servizi perché interessato fin dal primo momento a mediare il proprio conflitto).
Qui, gli operatori, attraverso più colloqui individuali, non accolgono la persona soltanto come “parte di un conflitto”, ma tentano di farla sentire riconosciuta nella propria complessità di essere umano.
Ciò permette la creazione di un rapporto di fiducia che aiuta anche a superare le resistenze rispetto alla mediazione, poiché i protagonisti comprendono che non si tratta di uno strumento di “pacificazione” ma di confronto, magari aspro.
Così la proposta dei mediatori di riflettere sulla possibilità di un incontro/confronto con l’altro, produce nella grande maggioranza dei casi un’adesione al percorso, poiché la persona ne riconosce l’opportunità unica di poter discutere in presenza di terzi neutrali, che non giudicano e non tentano di censurare pensieri e sentimenti ma al contrario aiutano l’espressione delle emozioni, dei punti di vista e dei valori attivati e/o interessati dal conflitto.
Tale impostazione metodologica è uno dei fattori che spiegano la significativa affluenza dell’utenza ai nostri sportelli.
