I Serenissimi occupano piazza San Marco

Nella notte tra l’8 e il 9 maggio 1997, la Veneta Serenissima armata, braccio operativo del Veneto Serenissimo governo, occupò piazza San Marco e il suo campanile, issando sulla cella campanaria la bandiera con il Leone di San Marco. Con loro, un finto mezzo blindato.

L’azione prese il via dalla provincia di Padova, dove si trovava l’autocarro camuffato. Alcuni in tuta mimetica e dotati di fucili della Seconda Guerra Mondiale, dirottarono un traghetto per raggiungere la piazza simbolo della città. Qui si divisero in due gruppi: il primo simulò di tenere sotto tiro la piazza con il mezzo blindato, mentre il secondo raggiunse la sommità del campanile e portò a termine il vero obiettivo della missione: issare la bandiera con il leone alato.

L’intenzione originaria era di mantenere le posizioni sino al giorno della ricorrenza della Serenissima: il 12 maggio 1797, infatti, cadde la Repubblica veneta per mano dei francesi. L’azione, puramente dimostrativa, aveva perlopiù carattere nostalgico.

Nel tentativo di mettere fine alla dimostrazione, l’allora sindaco Cacciari andò a parlare di persona con i manifestanti, ma fu solo grazie all’intervento del Gruppo d’Intervento Speciale (GIS) dei carabinieri che la situazione si risolse senza grossi problemi: in pochi minuti furono arrestati tutti i membri del gruppo presenti. L’occupazione non durò che poche ore.

I risvolti giudiziari furono molto differenziati per i vari partecipanti. Si andò da una condanna a quasi cinque anni, a diverse assoluzioni per l’inidoneità dell’organizzazione a raggiungere il proposito sovversivo. Diversi anche i reati contestati, tra cui figurano la banda armata e l’associazione sovversiva per finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico

 

 

Alessio Gaggero

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