Il primo agosto del 2016 il Senato approva il disegno di legge sul caporalato

Il primo agosto 2016 l’Aula del Senato approvò il disegno di legge contro il fenomeno del cosiddetto caporalato. Votarono a favore 190 deputati, a fronte di nessun voto contrario e soltanto 32 astensioni. Il 18 ottobre la Camera dei deputati lo approvò definitivamente: votarono a favore 336 deputati, nessun contrario, ma si astennero 25 deputati tra Forza Italia e Lega.

In cosa consiste il caporalato? Secondo la legge, per la quale la nomenclatura corretta è “Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro”, si tratta, nel primo caso, di quella pratica messa in atto da chi recluta manodopera, per conto di altri, e la sottopone a condizioni di sfruttamento, facendo leva sullo stato di bisogno in cui si trovano i lavoratori in questione; nel secondo, colpisce direttamente il datore di lavoro (che può anche avvalersi dell’intermediazione appena esposta) quando crea la condizione di sfruttamento approfittando di uno stato di bisogno.

Cosa intendiamo, però, con sfruttamento? Secondo la nuova normativa, è sufficiente la presenza di una delle seguenti condizioni:

  • il lavoratore è costantemente retribuito in misura largamente inferiore rispetto a quanto previsto dai contratti collettivi, o comunque sproporzionata rispetto alla quantità e qualità del lavoro svolto;
  • non rispetto delle leggi riguardanti l’orario, il riposo, l’aspettativa e le ferie;
  • non rispetto delle leggi in tema di sicurezza e igiene;
  • il lavoratore è sottoposto a condizioni di lavoro, metodi di sorveglianza o situazioni abitative degradanti.

Oltre alla circoscrizione della fattispecie di reato, la nuova regola estende, per i caporali e gli imprenditori che fanno ricorso alla loro intermediazione, responsabilità e sanzioni, mentre, per le vittime, le provvidenze del Fondo antitratta.

Per l’entrata in vigore della legge dovremo però aspettare il 29 ottobre, quando avviene la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

 

Alberto Quattrocolo
Alessio Gaggero

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