A Pesaro, l’8 luglio 2017, si svolgeva la manifestazione dei free-vax.

Alle 17.30 dell’8 luglio 2017 iniziò a Pesaro la manifestazione nazionale per la libertà di decidere se fare vaccinare o meno i propri figli.

Il parco di Miralfiore venne occupato da circa 10mila free-vax, quasi tutti in maglietta arancione, per protestare contro il decreto Lorenzin.

Liberi di decidere se far vaccinare o meno i nostri figli” era, in sintesi, la ragione dichiarata della manifestazione.

I free-vax, infatti, non si dicevano “no-vax”, perché, dal loro punto di vista, non si tratta di essere favorevoli o contrari alle vaccinazioni, ma di avere la libertà e le informazioni sufficienti per poter decidere. La manifestazione, in particolare, intendeva esprimere il dissenso al Decreto legge 7 giugno 2017, n. 73, Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale. Il Decreto sarà convertito con modifiche in legge il 28 luglio (Legge di conversione 31 luglio 2017, n. 119).

La norma portò il numero di vaccinazioni obbligatorie nell’infanzia e nell’adolescenza da quattro a dieci, con l’obiettivo, si legge, di contrastare quel progressivo calo delle vaccinazioni, sia obbligatorie che raccomandate, in corso dal 2013, che ha determinato una copertura vaccinale media nel nostro Paese al di sotto del 95%. Quest’ultima è, infatti, la soglia raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità per garantire la cosiddetta “immunità di gregge”, ossia per proteggere indirettamente anche coloro che, per motivi di salute, non possono essere vaccinati.

Nel corso della manifestazione di Pesaro (organizzata da: Comitato Salute e Diritti di Pesaro, Colors Radio, Il Sentiero di Nicola, Auret, Comilva, Corvelva, Rav Hpv, Vaccinare Informati, Condav) salirono sul palco anche il filosofo Diego Fusaro (secondo il quale la questione dei vaccini è una questione di interessi economici, di multinazionali e pensiero unico), il giornalista Gianluigi Paragone (eletto poi senatore alle elezioni politiche del 4 marzo 2018, nel listino proporzionale, tra le file del Movimento Cinque Stelle) e il cantante Povia. Ma, soprattutto, intervengono alcuni genitori, secondo i quali i loro figli avrebbero contratto delle malattie per colpa dei vaccini. Fra questi Thomas Ghidotti del Sentiero di Nicola, che, sommerso dagli applausi, grida «assassini, maledetti» rivolgendosi a coloro che promuovono o sono favorevoli all’introduzione dell’obbligo vaccinale previsto dal Decreto.

 

Alberto Quattrocolo

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