Nella mediazione si ascoltano le persone non (solo) le parti del conflitto

Una mediazione è in primo luogo una condizione di ascolto, dove ciascun soggetto può dare voce alla propria sofferenza e alla propria rabbia. Dove può recuperare la propria complessità di persona ed essere visto, almeno dal mediatore, al di là del ruolo in cui lo appiattisce il conflitto.

Ciò consente a ciascuno degli attori del conflitto di arrivare a riconsiderare i propri sentimenti, pensieri e comportamenti. E questa riflessione è facilitata anche dal fatto che vissuti importanti, quali il dolore o la frustrazione, la rabbia o la paura, che possono essere stati alla radice del conflitto e averne sostenuto l’escalation, sono stati compresi e riconosciuti dal mediatore.

Rielaborazione da Boverini, S., Quattrocolo A. (2005) Abusi, conflitti e possibilità di mediazione, in Franceschetti E. (a cura di) La tutela del minore, Experta Edizioni, Forlì.

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