Nasce il Telefono Azzurro

32 anni fa, il professor Ernesto Caffo, all’epoca professore associato di Neuropsichiatria Infantile all’Università degli Studi di Modena, fonda una delle associazioni più famose d’Italia.

L’associazione nasce sulla base di un’esigenza prioritaria: poter dare alle richieste di aiuto dei bambini un punto di ascolto e di accesso.

Telefono Azzurro nasce quindi con due anni d’anticipo rispetto alla Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia, quell’accordo che delinea gli obblighi degli Stati e della comunità internazionale nei confronti dell’infanzia (evento ricordato ogni anno il 20 novembre, data della firma, con la Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza).

Poco più di tre anni dopo la fondazione, l’importante opera svolta dall’associazione viene riconosciuta, da parte dell’allora Presidente della Repubblica Cossiga, con il decreto che la erige ad Ente Morale.

Il numero 1.96.96, aperto sempre nel 1990, fu la prima linea gratuita dedicata ai minori di 14 anni. Oggi è accessibile a tutti gli utenti, 365 giorni all’anno, 24h al giorno: adulti, famiglie, insegnanti ed educatori possono a loro volta segnalare, infatti,  le situazioni di disagio con cui vengono in contatto.

Il Centro Nazionale di Ascolto di Telefono Azzurro è oggi un call center con 30 linee telefoniche, 40 operatori specializzati e centinaia di volontari. Deve infatti gestire, dal febbraio 2003, anche il Servizio Emergenza Infanzia 114, frutto dell’accordo tra i Ministeri di Comunicazioni, Pari Opportunità e Lavoro e Politiche Sociali. Inoltre, in seguito alla firma di un Protocollo di Intesa con il Ministero dell’Interno, avvenuto nel maggio 2009, Telefono Azzurro risponde anche al numero 116.000, linea diretta europea per i bambini scomparsi.

Quanto ai numeri, sembra che oggi il bisogno sia particolarmente elevato. Il numero di bambini che scompaiono ogni anno nel mondo si aggira intorno al milione, mentre, in Italia, si perde le tracce di un bambino ogni settimana. La cosa più sconcertante è che solo il 18% viene ritrovato. Ci sono poi le chiamate per casi di abuso e violenza, che nel 2018 sono state oltre 4mila.

Dopo trent’anni, il compito di Telefono Azzurro è ben lungi dall’essere terminato.

 

Alessio Gaggero

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