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> LA MEDIAZIONE
Cos'è mediazione?
Me.Dia.Re. (Mediazione
Dialogo Relazione) è un’associazione
che sostiene e promuove la mediazione dei conflitti,
come innovativo strumento di gestione della conflittualità,
in cui le parti hanno accesso alla conoscenza, alla
comprensione e all’accettazione della diversità
dell’altro, al reciproco riconoscimento e alla
costruzione di nuove modalità relazionali condivise.
La mediazione è fondata sulla spontanea adesione
delle parti: dunque, è un percorso volontario
e consensuale. L’adesione ad un percorso di
mediazione non preclude in alcun modo la possibilità
di gestire il conflitto con altri strumenti. La mediazione
è confidenziale: quanto emerge nel corso di
una mediazione non può essere fatto valere
al di fuori di quell’ambito e i mediatori sono
tenuti al rispetto della riservatezza.
Perché
mediare?
Nelle società
complesse la speranza di costruire e vivere in un
mondo unico e ordinato si è rivelata illusoria.
Le generazioni e i generi, le opinioni e le culture
trovano sempre più occasioni d’incontro.
Tuttavia, al progressivo manifestarsi delle diversità
e delle contraddizioni corrisponde una crescente incertezza:
lo sconosciuto, l’altro da sé, incuriosisce,
ma fa anche paura, confonde, mette in discussione
e ri-disegna i confini del noto.
Spesso la perplessità o il disorientamento
prodotti, invece di incontrare possibilità
di evoluzione, degenerano in frustrazione e rabbia,
dando luogo anche a violente esplosioni di collera,
di fronte alle quali risulta impossibile distinguere
le cause dagli effetti, o comprenderne le ragioni
reali.
D’altra parte, il conflitto è irrinunciabile.
Costituisce una modalità relazionale “naturale”
e svolge una essenziale funzione di segnale: ci informa
che qualcosa non va, o non va più, e che occorrono
dei cambiamenti.
In questo senso, il conflitto può essere l’occasione
per ricostruire o per modificare i rapporti con gli
altri e perfino con se stessi, se affrontato secondo
modalità costruttive e trasformative.
Durante la mediazione, alla presenza di un terzo neutrale
che non ha altro compito che quello di favorire la
circolazione del flusso comunicativo, le parti hanno
la possibilità di superare l’occasionale
motivo del contendere, di accedere alla dimensione
esistenziale dell’Altro, e di giungere in piena
autonomia, attraverso il reciproco riconoscimento,
alla formazione di accordi tanto più significativi,
perché sorgono all’interno di una relazione
trasformata.
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