Lo stalking è reato anche in Italia

[…] chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.

Così sono definiti, nel nostro codice penali, gli atti persecutori. Quantomeno, da dieci anni a questa parte. Prima, infatti, il nostro paese non era provvisto di una normativa specifica sul tema. Il decreto legge del 2009, che portava la firma dell’allora Ministro dell’Interno Roberto Maroni, riempì la lacuna, grazie al voto di tutte le forze politiche.

Essere seguiti, pedinati, sommersi da sms e/o mail, molestati con approcci di ogni genere: questo, e altro ancora, significa essere vittima di stalking. Le conseguenze possono essere molto pesanti: non riuscire più a lavorare, ad avere una normale vita sociale, subire gravi danni materiali, psicologici e a volte anche fisici.

In precedenza, lo Stato permetteva questi comportamenti, purché non si arrivasse ad altre fattispecie criminose, quali, ad esempio, la violenza privata, la minaccia o le molestie in luogo pubblico, o col mezzo del telefono. Dall’entrata in vigore di quel decreto sicurezza, invece, la giustizia può tutelare in modo molto più efficace le vittime di stalking.

 

Alessio Gaggero

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