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Corsi: Ascolto e Mediazione dei conflitti in Sanità
Corsi per mediatori professionisti (ai sensi del Decreto legislativo 28/2010) in ambito sanitario
Master in Mediazione Familiare
e dei Conflitti Interpersonali
Edizione di Torino | Edizione di Caserta Date dei corsi
Corso Mediatori Professionisti accreditati dal Ministero della Giustizia
(integrato con le novità sulla mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali di cui al D.lgs n. 28 del 4 marzo 2010 e D.M. n. 180 del 18 ottobre 2010) Date dei corsi
Formazione e consulenze per enti, imprese, istituti scolastici
Corsi per mediatori professionisti (ai sensi del Decreto legislativo 28/2010) in ambito sanitario
Con il D.lgs. 28/2010 il Legislatore si è preoccupato d’intervenire anche nell’ambito della responsabilità professionale del personale sanitario, stabilendo all’art.5, comma 1, che: chi intende esercitare in giudizio un'azione relativa a una controversia in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari deve esperire il procedimento di mediazione ai sensi del presente decreto e che l'esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale.
La mediazione ai fini della conciliazione della lite in materia di responsabilità professionale degli operatori sanitari, tuttavia, riguarda situazioni, che spesso ancora prima di essere mere controversie sull’AN e/o sul QUANTUM di un (eventuale) danno provocato colposamente, hanno un carattere di conflittualità tale che, per la complessità delle vicende e per i pesanti risvolti etici e relazionali che le connotano, può incontrare difficoltà e ostacoli di notevole rilievo.
D’altra parte, proprio la peculiarità di questi conflitti che il mediatore si approcci alle persone, che non possono essere considerate soltanto parti, cercando di comprendere non solo gli interessi e le ragioni giuridiche delle posizioni sostenute, ma anche i bisogni, i valori, i punti di vista ed i sentimenti che sottendono il conflitto. Nello stesso tempo, però, dovendo anche essere in grado di capire il significato e la portata delle richieste e delle posizioni contrapposte, occorre anche che abbia una preparazione sulla materia che gli consenta di comprendere, ad esempio, il significato di quanto gli viene esposto nelle sessioni congiunte e nelle sessioni separate.
Indubbiamente il procedimento di mediazione disciplinato dal d.lgs. 28/2010 ha caratteristiche assai diverse dal percorso di “ascolto e mediazione (trasformativa)” proposto da Me.Dia.Re. per gestione dei conflitti tra medici e pazienti fin dal 2005, costituendo, con corsi di circa 200 ore di formazione teorico-pratica, rispettivamente presso l’Agenzia Regionale dei Servizi Sanitari del Piemonte, l’Istituto Regionale di Formazione (oggi Eupolis) Lombardia e l’Agenzia Socio Sanitaria Regionale dell’Emilia Romagna, delle equipe presenti in tutte le Aziende Sanitarie Pubbliche piemontesi, lombarde ed emiliano-romagnole. Tale impostazione è stata riconosciuta recentemente (gennaio 2012) anche dal Ministero della Salute, che alle pagine 15 e 16 del Manuale di formazione per il governo clinico: la sicurezza dei pazienti e degli operatori ne fornisce una descrizione ispirata a questi progetti e ai loro presupposti teorici elaborati da Me.Dia.Re e pubblicati in due contributi tra quelli citati nella bibliografia di p. 18 del suddetto Manuale: Agenzia Sanitaria Regionale-RER (2007). Mediare i conflitti in sanità. L’approccio dell’Emilia-Romagna. Dossier 158-2007, al cui interno vi è Quattrocolo A. Il percorso specifico proposto per l’ambito sanitario dell’Emilia-Romagna: la Mediazione Trasformativa dei conflitti in ambito sanitario. Presupposti teorici e operativi del percorso formativo; Gaddi, D.; Marozzi, F. & Quattrocolo, A. (2003) Voci di danno inascoltate: mediazione dei conflitti e responsabilità professionale medica. Riv. It. Med. Leg. XXV.
Nel percorso di “Ascolto e Mediazione”, attraverso l’ascolto empatico che connota tutte le fasi dell’iter, anche nel momento strettamente mediativo, cioè della discussione tra i soggetti in conflitto (il professionista e il cittadino), il confronto dei rispettivi vissuti, il ripristino della comunicazione, della relazione, finanche della “Sacra Alleanza”, tra medico e paziente, diventano possibili per i protagonisti del conflitto (cittadino e professionisti), poiché, ascoltati dai mediatori, che non esplorano i fatti e non hanno come finalità il raggiungimento di un accordo ma la riattivazione della comunicazione, possono esprimersi come persone, e come tali reciprocamente riconoscersi.
Tuttavia, anche all’interno del procedimento di cui al succitato decreto legislativo, che come modello di mediazione si colloca nel filone dei paradigmi finalizzati alla collaborazione tra le parti in vista della composizione amichevole della lite – anche con il ricorso ad una proposta di soluzione avanzata dal mediatore, su richiesta delle parti -, l’impiego degli accorgimenti relazionali propri del modello di mediazione centrato sull’ascolto delle persone può essere una risorsa utile.
In particolare, può essere l’elemento che permette all’attività mediativa, prevista come condizione di procedibilità dell’azione legale, di concretizzarsi nella composizione della controversia, come il succitato decreto legislativo definisce all’art.1 la conciliazione.
Per tale ragione Me.Dia.Re , anche in considerazione dell’accreditamento come Organismo da parte del Ministero della Giustizia, organizza con enti e soggetti interessati che abbiano particolari e consolidate competenze nell’ambito della responsabilità professionale degli operatori e delle strutture sanitarie, dei corsi che prestano una particolare attenzione anche in sede di esercitazioni pratiche a questa particolarmente complessa tipologia di controversie.
In particolare, le finalità di tali corso sono fornire una preparazione che consenta ai professionisti di acquisire competenze:
- per gestire come mediatori le controversie in ambito sanitario ai sensi del decreto legislativo 28 del 2010;
- per operare come mediatori ausiliari presso i suddetti Organismi, ai sensi dell’art.8, comma 1, del citato decreto legislativo (“Nelle controversie che richiedono specifiche competenze tecniche, l'organismo nomina uno o più mediatori ausiliari.”);
- per avere maggiori possibilità di intervento efficace come esperti nominati per la gestione di situazione di particolare complessità tecnica, nei casi in cui il mediatore incaricato dall’Organismo decida avvalersi di esperti iscritti negli albi dei consulenti presso i tribunali (quarto comma dell’art 8 sopra citato);
- per poter partecipare non come terzi, ma come assistenti di una delle parti a tali procedimenti di mediazione, conoscendone le peculiarità, le tecniche e le finalità così da essere in grado di svolgere la funzione di assistenza nel modo più efficace possibile
Con tali obiettivi sono stati organizzati i seguenti corsi:
- un corso a Roma svolto nel periodo aprile-maggio 2011 organizzato in collaborazione con CITTADINZATTIVA e ASSOMEDICO e riservato agli aderenti a tali organizzazioni
- un corso a Milano nel periodo giugno-luglio 2001 (è già stato raggiunto il numero massimo di 30 iscritti) rivolto ai medici specialisti in medicina legale associati all’Associazione Medico Legale Ambrosiana (AMLA) e ai medici specializzandi in medicina legale, presso le aule dell’Istituto di Medicina Legale di Milano, Via Mangiagalli 37.

