Il fine della mediazione non è prestabilito dal mediatore

Il fine della mediazione non è quello di ottenere un risultato predefinito, non solo perché ciò provocherebbe una ricaduta nell’ambito del “produrre”, ma anche perché un’anticipazione del risultato atteso eliminerebbe il presupposto della libertà dei due contendenti, i quali vedrebbero gestito ed indirizzato il loro conflitto verso un fine prestabilito dai mediatori. Il che contrasterebbe alquanto con il presupposto della mediazione quale spazio in cui il conflitto, anziché essere delegato a figure terze, è gestito dai suoi protagonisti con il supporto di terzi, che hanno un compito di facilitazione della comunicazione.

Non è peregrino svolgere tale considerazioni mentre si avvicina la discussione su di un disegno di legge volto ad introdurre tra le altre norme anche quella sull’obbligatorietà della mediazione familiare per le coppie con figli minori interessate da vicende separative.

 

Rielaborazione da D’Alessandro M., Quattrocolo A. (2007) La Mediazione Trasformativa come Prassi, Quaderni di Mediazione, Anno II, n. 5

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