Attraverso il percorso di formazione sulla mediazione dei conflitti sono riuscita a gestire meglio i colloqui, ero più presente a me stessa, ora calibro di più la modalità empatica negli interventi con i clienti.

Monica Cecchin. Avvocato civilista

Monica Checchin ha frequentato il nostro Master in Mediazione Familiare e dei Conflitti Interpersonali. Pubblichiamo la sua intervista, ringraziandola per il tempo che ci ha voluto dedicare!

Perché hai scelto di frequentare il Master in Mediazione Familiare e dei conflitti interpersonali? Quali erano i tuoi obiettivi?

A livello professionale sentivo l’esigenza di approfondire temi legati al diritto di famiglia, quindi sentivo l’esigenza di ampliare la mia formazione più da un punto di visto umanistico che non tecnico. Nei clienti registravo una certa insoddisfazione nelle sole risposte tecniche, mentre dall’altra parte sentivo l’esigenza di una maggior presa in carico. All’inizio pensavo a un arricchimento… E’ stato un po’ un salto nel buio, poi il Master mi è piaciuto: ho capito e mi hanno sorpreso le potenzialità del Master a 360 gradi. Dopo tanti anni di lavoro, si vince sulla carta ma si perde nella relazione. Con la mediazione si vince non solo sulla carta: si riesce ad avere una serenità e una vittoria non solo nelle aule giudiziarie.

Quale aspetto ti è piaciuto di più del percorso formativo?

Mi è piaciuto il fatto di aver scoperto che l’ambito di applicazione della mediazione è “una tavola di colori con cui puoi sbizzarrirti”, mi è piaciuto il vostro metodo e soprattutto mi è piaciuto il fatto di poter sperimentare: pur essendoci varie metodologie ci si può permettere di sperimentare.

Cosa ti ha lasciato Master?

Mi ha lasciato molta voglia di fare, ho molti progetti. Probabilmente avevo bisogno di uscire da ufficio, tribunale… Mi è piaciuto confrontarmi con professionalità diverse che tutti i giorni non incontro (es gli assistenti sociali di cui leggo solo le relazioni), è stato bello avere docenti con formazioni diverse anche se si vedeva che eravate un gruppo compatto. Forse ho ritrovato più entusiasmo nella mia professione, potendo sperimentare anche la mediazione. Quindi mi ha arricchito in tutti i sensi: a livello personale, professionale, etc.

In che modo hai messo a frutto il titolo di Mediatore Familiare conseguito con il Master?

Avevo già iniziato a metterlo a frutto perché il mio approccio con il cliente è cambiato. Non ho mai avuto un approccio tradizionale. In certe situazioni il mio modo friendly era accattivante ma all’inizio faticavo a gestire le situazioni. Attraverso il percorso di mediazione sono riuscita a gestire meglio i colloqui, ero più presente a me stessa, ora calibro di più la modalità empatica negli interventi con i clienti.