Decima puntata di Conflitti in corso

Nella decima puntata di Conflitti in corso commentiamo la mail di una donna, in lite con il marito, che ci chiede:

«A cosa serve mediare se non si ha alcuna intenzione di raggiungere un accordo?»

La risposta proposta nel video include anche alcune precisazioni sul modello di mediazione familiare proposto dall’Associazione Me.Dia.Re., il quale tiene conto anche della solitudine in cui spesso il conflitto confina coloro che ne sono protagonisti. Da ciò, deriva una possibile utilità della mediazione (vi abbiamo dedicato numerosi post sulla rubrica Riflessioni, tra cui questo)

In sintesi, l’opportunità della mediazione in situazioni come quelle descritte dall’autrice della mail commentata, può essere quella di trovare qualcuno – il mediatore – che, ascoltandoci individualmente, ci aiuta a ritrovare quelle parole che il conflitto, nel suo dispiegarsi in liti accese o in silenzi pesanti, spazza via, e che, poi, ci chiede se quanto emerso e comunicato a lui, vogliamo tentare di veicolarlo all’altra persona con cui siamo in conflitto, affinché questa, ad esempio, non possa continuare ad eludere la conoscenza del nostro punto di vista, delle nostre ragioni, dei nostri sentimenti. Se la cosa ci interessa, il mediatore offrirà lo stesso spazio di ascolto individuale alla nostra controparte e porrà anche a lei un analogo quesito. Se anche questa è interessata al confronto, allora si procede alla fase dell’incontro. E negli incontri di mediazione, la funzione del mediatori continua ad essere quella di facilitare la comunicazione, di ridare vigore comunicativo alle parole delle parti, di agevolare il confronto.

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