Corsi e ricorsi è una nuova rubrica dell’Associazione Me.Dia.Re., simile ad altre già presenti sul web, che, come quelle, vuole contribuire a mantenere e rinfrescare la memoria circa fatti di varia natura accaduti tanto nel più recente passato che in quello un po’ più remoto. Tendenzialmente, infatti, gli eventi richiamati saranno quelli verificatisi dell’inizio del Novecento fino all’anno scorso. Tuttavia, questa rubrica presenta due caratteristiche: la prima è che è interlocutoria. In sintesi, chiunque abbia voglia di aiutarci a ricordare può segnalarci (in forma non anonima) l’accadimento che ritiene meritevole di attenzione. Pubblicheremo, quindi, tutti i fatti che ci verranno proposti, indicando anche chi è l’autore della “rimembranza”, ma riservandoci la prerogativa di verificare prima la congruità del contenuto e della forma del contributo inviato. Naturalmente, la preghiera è di scrivere dei contributi pubblicabili secondo le regole del diritto e del buon senso. L’altra peculiarità di questa rubrica riguarda il suo “taglio”. Me.Dia.Re., infatti, si occupa di mediazione familiare, penale, di gestione dei conflitti in diversi ambiti (aziendale, sanitario, scolastico..), di ascolto e sostegno per le vittime di reato e di altro ancora, pertanto, i fatti che verranno presi in considerazione saranno, soprattutto, quelli relativi al conflitto nelle sue più diverse manifestazioni e conseguenze, dal livello micro a quello macro. Saranno citati, quindi, eventi bellici, ovviamente, ma anche atti di terrorismo, episodi di criminalità organizzata e non, fatti di politica nazionale e internazionale, specie se aventi correlazioni con questioni del nostro Paese, eventi di rilevanza culturale e altri accadimenti, in vario modo oggetto di discussione, dibattito o polemica.

Mikhail Gorbaciov riconosce il massacro di Katyn'

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Più di 22.000 omicidi a sangue freddo, ordinati direttamente da Stalin. Ammettere le proprie responsabilità richiede, a volte, molto tempo. Troppo.

Il primo uomo nello spazio

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Gli occhi di tutto il mondo si puntarono su un ragazzo di ventisette anni: seguendo la passione per il volo, arrivò più in alto di chiunque altro.

1987, muore lo scrittore Primo Levi

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I campi di sterminio attraverso gli occhi di chi li ha vissuti. Una ferita profonda, forse più simile a un baratro, che non si può rimarginare. E che conduce a una tragica fine.

Gian Luigi Banfi si spegne a Mauthausen-Gusen

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"Credo di più alla fine naturale; senti il dolore di tutti che è grande come il tuo." Le ultime parole di un uomo alla moglie, che lo aspetterà per sempre.

A cavallo della paranoia

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Il 9 aprile del 1950 il senatore repubblicano McCarthy sparò una balla gigantesca. Una bufala indigeribile. La stragrande maggioranza degli americani, però, la digerì e la assimilò. La destra aveva diffuso una paranoia ormai incontrastabile con strumenti razionali. Adottando una propaganda degna di Goebbels, era stata radicata l’idea che vi fosse un "nemico del popolo": i comunisti, i progressisti, la sinistra in generale. Un nemico che veniva rappresentato come subdolo, pericolosissimo e sorretto da potenti e oscuri alleati. Così neanche il tentativo dei democratici di accreditarsi come “veri americani”, per battere la destra sul suo terreno, l’anti-comunismo, poteva funzionare. Migliaia di persone pagarono le persecuzioni sulla loro pelle, anche se non erano comunisti. Ma per la maggioranza, se lo meritavano. Come disse Eleonore Roosevelt, la paranoia scatenata era stata «una vera e propria ondata di fascismo, la più violenta e dannosa che questo Paese abbia mai avuto».

Il buio oltre la siepe e l’umile forza dell’empatia

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«I vicini portano da mangiare quando muore qualcuno, portano dei fiori quando qualcuno è ammalato, e altre piccole cose in altre occasioni. Boo era anche lui un nostro vicino, e ci aveva dato due pupazzi fatti col sapone, un orologio rotto con la catena, un coltello... e le nostre vite. Una volta Atticus mi aveva detto: "Non riuscirai mai a capire una persona se non cerchi di metterti nei suoi panni, se non cerchi di vedere le cose dal suo punto di vista". Ebbene, io quella notte capii quello che voleva dire. Adesso che il buio non ci faceva più paura, avremmo potuto oltrepassare la siepe che ci divideva dalla casa dei Radley, e guardare la città e le cose dalla loro veranda. Accadde tutto in una notte, la notte più lunga, più terribile... e insieme la più bella di tutta la mia vita»

La strage nazifascista della Benedicta

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Per strage nazifascista della Benedicta arrivò una sola condanna più di cinquant'anni dopo. Come per tutte le altri stragi giustizia non fu fatta. La conseguenza è stata che i parenti delle vittime, constatando che l’apparato giudiziario non si indirizzava contro gli autori delle stragi, spesso finirono per ritenere che la responsabilità degli eccidi dovesse essere sostanzialmente attribuita ai partigiani, cioè coloro per colpire o isolare e fermare i quali le stragi erano state compiute. Così, ancora oggi sono in molti a pensare che i soli veri colpevoli fossero coloro le cui azioni di guerriglia venivano contrastate con tali criminali e cruenti reazioni.

In Albania non portammo ordine, giustizia e pace

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Ottant'anni fa l’Italia (fascista) non portò in Albania ordine, giustizia, pace, come raccontavano i giornali italiani. Portammo, invece, discriminazioni, sfruttamento e fascismo, prima, e fucilazioni, impiccagioni, torture, deportazioni e campi di concentramento, poi.

L'umanità di Spencer Tracy, il fascismo e l'America First

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Spencer Tracy, nato il 5 marzo del 1900, fu un uomo tormentato, che non si riconobbe nella definizione datagli dalla stampa di "migliore attore del mondo", pur avendo collezionato due Oscar vinti e sette candidature a tale statuetta e il premio come migliore attore a Cannes. Ma era anche un liberal, che nella vita quotidiana e nelle produzioni cinematografiche si batteva per affermare la dignità di ogni essere umano, opponendosi alle istanze autoritarie e razziste, come quelle del partito America First, della "caccia alle streghe" e della segregazione razziale.

Martin Luther King: Sono un uomo!

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"Free at last” (“Finalmente libero”, epitaffio per…

L’attualità e la verità di Indovina chi viene a cena

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Indovina chi viene a cena (1967, di Stanley Kramer), purtroppo, a 51 anni dalla sua uscita nei cinema italiani non ha perso un grammo della sua attualità. E ancora oggi tocca il cuore. Anche perché traspare anche alla centesima visione la profonda verità affettiva ed emotiva dei personaggi che Katharine Hepburn, Spencer Tracy, Katharine Houghton e Sidney Poitier portavano sullo schermo.

Quel bombardamento su Tokio di "incoraggiamento"

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Molti bombardamenti sono stati fatti per abbattere il morale del nemico, per far venire meno la fiducia del popolo nei suoi leader. Ma il bombardamento su Tokio fu ideato e svolto per tirare su il morale del popolo americano, dopo il disastro di Pearl Harbour. Si trattò di un’avventurosa, pericolosissima e sanguinaria missione, il cui fine principale era psicologico, cioè propagandistico.

Il 1° aprile, il Mein Kampf e il boicottaggio nazista del commercio ebraico

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Il 1° aprile decisamente non è un gran giorno del calendario…

Il Codice Hays e la moralità del cinema hollywoodiano

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“Se noi, gente di cinema, aspiriamo ancora al titolo di artista,…

Goebbels, Fritz Lang e la propaganda cinematografica nazista

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La sera del 30 marzo del 1933, a Berlino, si svolse un bizzarro colloquio tra Joseph Goebbels, appena nominato ministro, e Fritz Lang, il più grande regista di lingua tedesca. Il primo era convinto che le idee naziste sarebbero penetrate nella vita emotiva dei tedeschi e di tutti gli altri popoli molto più efficacemente quanto meno apertamente sarebbero state trattate. Perciò, intendeva servirsi dell'abilità tecnica e organizzativa e dello straordinario talento creativo del secondo, offrendogli di essere a capo dell'intero, complesso, sistema della propaganda cinematografica nazista. Il secondo doveva scegliere tra il restare un essere umano o il mettersi al servizio della disumanità. 

Scandalo Lockheed: dimissioni del Presidente della Repubblica

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Gli aerei americani furono venduti grazie a 22 milioni di dollari di tangenti in tutto il mondo. L'Italia prese parte a questo sistema di corruzione internazionale.

Franco conquista Madrid e tutta la Spagna

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La guerra civile spagnola attira su di sé gli sguardi delle potenze europee, che decidono di sostenere le parti in causa. Sarà però l'alleato di Hitler e Mussolini a prevalere.

Quando Marlon Brando rifiutò l’Oscar perché «non siamo umani»

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Il 27 marzo del '73, Marlon Brando rifiutò l'Oscar per la parte di Vito Corleone ne Il Padrino (1972, di Francis Ford Coppola). Al suo posto salì sul palco del Dorothy Chandler Pavillon, l'attivista e attrice Sacheen Littlefeather. Avrebbe dovuto leggere il discorso di Brando sulle ragioni del rifiuto, ma non le fu permesso. Poté solo dire che Marlon Brando le aveva chiesto di spiegare che «La ragione è dovuta al trattamento degli indiani d’America nell’odierna industria cinematografica […] e televisiva...». In realtà, nel discorso di Marlon Brando c'era molto più di questo. Il giorno dopo il New York Times pubblicò il testo integrale. Ma i suoi effetti, anche pratici e immediati, furono di gran lunga superiori a quelli derivanti da un momento di attenzione mediatica.

1942, apre la sezione femminile nel lager di Auschwitz

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"Quando ho capito tutto questo, e cioè che sotto la coperta ci poteva essere qualunque schifezza, ma che sopra tutto doveva avere un aspetto perfetto, ho trovato la risposta a un sacco di cose."
Liliana Segre

John Lennon e Yoko Ono protestano... a letto

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Appena sposati, decisero di trascorrere la luna di miele a sensibilizzare l'opinione pubblica sulla guerra in Vietnam. Lo fecero in un modo molto particolare, con gli occhi di tutto il mondo puntati su di loro.

Richard Widmark, il cattivo “buonista” di Hollywood

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Richard Widmark si batté per i valori e i principi in cui credeva a modo suo, cioè senza clamori. Era un democratico liberal, antirazzista, non-violento e ambientalista: anti-maccartista prima, anti-reaganiano poi, contrario al commercio delle armi sempre, si oppose alle politiche di Bush padre e ancor di più a quelle di George W. Bush. Eppure per milioni di spettatori, per almeno quarant'anni, il suo nome nei titoli di testa di un film evocava l'immagine del killer sadico, del bigotto violento, del razzista frustrato, del reazionario corrotto. E anche i tantissimi personaggi positivi che portò sullo schermo erano figure complesse: uomini caratterizzati da tormenti e ambivalenze, da pulsioni distruttive e dubbi laceranti. Uomini in lotta, contro se stessi o contro le prevaricazioni del potere, e rosi da una solitudine nervosa. Buoni o malvagi che fossero i suoi personaggi, sapeva renderli terribilmente umani, rivelando, spesso, dietro una maschera di fredda calma, spiragli di toccante vulnerabilità. 

Da via Rasella a via Ardeatina: occhio per occhio...

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La deumanizzazione dell'altro è un meccanismo che può portare ad esiti atroci. Le tristemente note Fosse Ardeatine furono teatro di una delle pagine meno umane della storia umana.

Il 21 marzo 1960 si consuma il massacro di Sharpeville

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Da manifestazione pacifica a massacro di vite umane il passo è, a volte, molto più breve di quanto si pensi. Il Sudafrica può insegnarci qualcosa in questo senso.

1994, omicidio Ilaria Alpi e Miran Hrovatin

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"Era chiaro che Ilaria era capitata su uno dei punti sensibili che la Somalia cercava affannosamente di proteggere e che l’Italia aveva la necessità di coprire."

Il massacro, tutto italiano, dei cantastorie etiopi

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19 marzo 1937 il viceré d'Etiopia Rodolfo Graziani scriveva al ministro Lessona: «ho ordinato che tutti i cantastorie, indovini e stregoni della città e dintorni fossero arrestati e passati per le armi». Mussolini al riguardo scrisse: «approvo quanto è stato fatto circa stregoni e ribelli». 

Il massacro dei cantastorie etiopi da parte degli invasori italiani, non appare così bizzarro, se si considera che, forse, secondo, MussoliniGraziani Lessona, per ridurre l'intero popolo etiope al più totale asservimento, occorreva eliminare ogni sua capacità di avere una mente e una volontà autonome. Quindi la strage dei cantastorie, non solo seguiva e accompagnava le rappresaglie sulla popolazione civile, i massacri dei indiscriminati dei civili, ma si collegava all'eliminazione radicale della classe dirigente etiope. Lo scopo era impedire per sempre a quel popolo di parlare, di pensare e di credere. E i cantastorie parlavano, facevano pensare e aiutavano a credere. Dopo di loro, non a caso, saranno preti e monaci ad essere massacrati. 

Il giudice Minervini, un uomo abbastanza serio da non prendersi troppo sul serio

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Tutte le mattine il giudice Girolamo Minervini saliva sull'autobus…

Il Sudafrica decide di chiudere la pagina dell'apartheid

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I ventisette anni di ingiusta prigionia subiti da Mandela furono, almeno in parte, ripagati da un'enorme conquista: la libertà.

Il referendum più importante nella storia d'Italia

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Il 16 marzo del 1946 veniva indetto il referendum più importante…

1939, invasione tedesca della Cecoslovacchia

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Francesi e Inglesi diedero la Cecoslovacchia in pasto al lupo. Hitler non se lo fece ripetere due volte, e la smembrò.

I sei di Birmingham sono rilasciati dopo 16 anni di detenzione

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E se ti condannassero, per sbaglio, all'ergastolo? Quanto resisteresti nella cella che non ti meriti?