Corsi e ricorsi è una nuova rubrica dell’Associazione Me.Dia.Re., simile ad altre già presenti sul web, che, come quelle, vuole contribuire a mantenere e rinfrescare la memoria circa fatti di varia natura accaduti tanto nel più recente passato che in quello un po’ più remoto. Tendenzialmente, infatti, gli eventi richiamati saranno quelli verificatisi dell’inizio del Novecento fino all’anno scorso. Tuttavia, questa rubrica presenta due caratteristiche: la prima è che è interlocutoria. In sintesi, chiunque abbia voglia di aiutarci a ricordare può segnalarci (in forma non anonima) l’accadimento che ritiene meritevole di attenzione. Pubblicheremo, quindi, tutti i fatti che ci verranno proposti, indicando anche chi è l’autore della “rimembranza”, ma riservandoci la prerogativa di verificare prima la congruità del contenuto e della forma del contributo inviato. Naturalmente, la preghiera è di scrivere dei contributi pubblicabili secondo le regole del diritto e del buon senso. L’altra peculiarità di questa rubrica riguarda il suo “taglio”. Me.Dia.Re., infatti, si occupa di mediazione familiare, penale, di gestione dei conflitti in diversi ambiti (aziendale, sanitario, scolastico..), di ascolto e sostegno per le vittime di reato e di altro ancora, pertanto, i fatti che verranno presi in considerazione saranno, soprattutto, quelli relativi al conflitto nelle sue più diverse manifestazioni e conseguenze, dal livello micro a quello macro. Saranno citati, quindi, eventi bellici, ovviamente, ma anche atti di terrorismo, episodi di criminalità organizzata e non, fatti di politica nazionale e internazionale, specie se aventi correlazioni con questioni del nostro Paese, eventi di rilevanza culturale e altri accadimenti, in vario modo oggetto di discussione, dibattito o polemica.

Un colpo alla testa uccide il commissario Calabresi

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Quale frangia politica estrema si macchiò del delitto? Destra o sinistra? Lotta Continua, fu la risposta della giustizia. I condannati si sono, però, sempre detti innocenti.

Quando Rom e Sinti difesero i loro figli ad Auschwitz

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Non a tutti è noto che anche i popoli Rom e  Sinti furono perseguitati…

1988, inizia il ritiro delle truppe sovietiche dall'Afghanistan

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Dopo 9 anni di conflitto, circa 100.000 Russi erano ancora lontani da casa, a combattere una guerra senza più un senso. Era giunto finalmente il momento di tornare alle proprie famiglie.

La dignità di Toscanini contro la violenza fascista

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La sera del 14 maggio del 1931, Arturo Toscanini, allora cinquantacinquenne, al Teatro Comunale di Bologna, si rifiutò di eseguire gli inni "Giovinezza" e "Marcia Reale". Sapeva che gliela avrebbero fatta pagare, ma com'era sua abitudine, non era disposto a subire la prepotenza del regime fascista.

Quando Churchill promise lacrime e sangue

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Il 13 maggio del 1940, Winston Churchill, nel discorso di insediamento del governo di cui era Primo Ministro, si rivolse ai membri della Camera dei Comuni e al popolo britannico con queste parole:

«Non posso promettervi altro che sangue, fatica, lacrime e sudore».

L'indipendenza di Kate Hepburn

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Avrebbe compiuto 102 anni, oggi, Katharine Hepburn. Era nata…

Quella giornata particolare

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L'11 maggio del 2016 veniva approvata la legge sulle unioni civili. Settantotto anni prima si concludeva la visita di Hitler a Roma. Ricordiamo entrambi i fatti, prendendo spunto da Una giornata particolare (1977, di Ettore Scola), che, sullo sfondo di quella storica e nefasta visita, raccontava dell'incontro tra una casalinga ingenua, ignorante e profondamente sola, e un radiocronista dell'EIAR licenziato ed inviato al confino dal regime fascista a causa della sua omosessualità.

I roghi nazisti e la nazificazione della Germania

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Il 10 maggio del 1933 nelle piazze principali delle maggiori città tedesche si levarono delle fiamme. Erano quelle dei roghi dei libri. Venivano bruciati i testi di Charles Darwin, Albert Einstein, Sigmund Freud, André Gide, Ernest Hemingway, Hermann Hesse, Jack London, Georg Lukács, James Joyce, Jack London, Thomas e Heinrich Mann, Erich Maria Remarque, Karl Marx,  Marcel Proust, Robert Musil, Arthur Schnitzler, Upton Sinclair, H. G. Wells, Emile Zola... Ma quei roghi non erano che un pezzo del complesso puzzle di nazificazione della Germania, che Hitler e Goebbels sarebbero riusciti a completare con successo nel giro di pochi anni.

I Serenissimi occupano piazza San Marco

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Nella notte tra l'8 e il 9 maggio 1997, la Veneta Serenissima…

1973, resa del "territorio libero di Wounded Knee"

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Marlon Brando non ritira l'Oscar per Il Padrino. Al suo posto, Sacheen Littlefeather, presidentessa dell’associazione per l’identità culturale dei nativi americani, denuncia la vicenda di Wounded Knee.

Con te, Marlene Dietrich

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Toccò le vette più alte del successo cinematografica, Marlene Dietrich, diventando la Diva per antonomasia, sviluppando un fascino glaciale, grazie all'aria aristocratica e disincantata di chi ha già fatto tutte le esperienze e le ha sapute ripensare. E grazie alle gambe lunghissime e ai look androgini. Sul grande schermo e negli spettacoli da vivo veicolò un'idea del sesso molto più scandalosa e conturbante di altre star, pur avendo a che fare con “rivali” decisamente eterogenee tra di loro e non meno intelligentemente sovversive come l’ironica e provocatoria Mae West, la tormentata e sfortunata Jean HarlowGreta Garbo, la “divina”. Ma spesso patì la solitudine. Soffrì anche di  depressione. Soprattutto provò il dolore di chi mette in discussione la propria identità. Verso la sua terra natale, la Germania, il sentimento d’amore, il legame d’attaccamento originario, con l’avvento del nazismo, divenne odio. E amore e odio nutrì verso quegli uomini e quelle donne che non riuscirono a darle l’amore che cercava. Ma questa personalità complessa, giudicata scandalosamente ambigua dai bigotti dell’epoca, fu anche la sua forza e le permise di cercare se stessa e di darsi agli altri senza remore, nella vita privata come nei film.

Il primo giudice ucciso dalla mafia

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Pietro Scaglione vide Cosa nostra prendere potere nella sua terra, nella sua città, ma non restò con le mani in mano. Fu, infatti, uno dei più agguerriti oppositori di quel sistema malato. Il trattamento riservatogli fu la dimostrazione del suo successo e della sua moralità.

La guerra in casa dei cambogiani e degli americani

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Il 4 maggio del 1970, improvvisamente, la Guerra del Vietnam si manifestò in un nuovo campo di battaglia: un campus universitario. Alla Kent State University dell’Ohio, la Guardia Nazionale sparò contro gli studenti, che manifestavano contro l'invasione americana della Cambogia, ordinata dal presidente Nixon. Quattro di loro persero la vita. La protesta esplose in tutto il Paese. Le forze dell'ordine tornarono a sparare e vi furono altri morti. Nixon, insofferente per il dissenso, ordinò di spiare i suoi oppositori, politici e non. Quando gli fu fatto notare che lo spionaggio interno era illegale, rispose: «Quando lo fa il presidente, allora è legale».

Anche per i cambogiani il conflitto tra Vietnam del Nord e Vietnam del Sud, fino a quel momento combattuto  al di là dei loro confini, diventò una loro guerra. Una guerra civile. Ne sarebbero derivati milioni di vittime e un interminabile tunnel di morte, sofferenze e orrori.

La profezia di John Doe

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Il 3 maggio del 1941 usciva sugli schermi americani "Arriva John Doe" (di Frank Capra), un monito ancora attuale sui movimenti populisti. In particolare, su quelli creati a tavolino e sorretti da una comunicazione tutta tesa a compiacere e a lusingare la gente, così da legarla emotivamente in modo profondo, per assicurarsene la cecità rispetto ai propri loschi interessi economici e l'appoggio acritico e incondizionato nell'attuazione di politiche autoritarie di estrema destra.  

1997, muore Paulo Freire, ideatore della "pedagogia degli oppressi"

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La "Pedagogia degli oppressi" lo rese globalmente celebre nel mondo dell'educazione, ma gli costò quindici anni di esilio dal proprio paese. 

Quella festa del primo maggio trasformata nella prima strage della Repubblica

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Il 1° maggio del ’47 duemila persone festeggiavano la vittoria elettorale della sinistra alle elezioni regionali e manifestavano contro il latifondismo che li teneva in miseria. Erano sul pianoro di Portella della Ginestra. All’improvviso una pioggia di piombo. 11 morti di cui due bambini e 27 feriti. Se davvero fu la banda di Salvatore Giuliano a massacrare quelle persone, chi furono i mandanti di questa, prima strage della nostra Repubblica?

 

30 aprile '45: la morte e l'auto-assoluzione di Hitler

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Il 30 aprile del 1945 Hitler per non fare la stessa fine di Mussolini si toglieva la vita. E lasciava un "testamento politico". In quelle righe si può leggere l'oscura potenza dei meccanismi mentali di auto-giustificazione e di auto-assoluzione. Qui meccanismi che consentono prima di esercitare violenze e atrocità e poi di sentirsi a posto con la propria coscienza, perché, si dice a se stessi, la vittima non è una vittima: è il colpevole, se l'è cercata, se l'è meritata, non è umana, non è meritevole di un umano trattamento, ed è giusto e doveroso odiarla, perseguitarla, derubarla, umiliarla e ucciderla.

29 aprile 1945: il bagno di sangue continua

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Il 29 aprile del 1945, mentre in Piazzale Loreto venivano esposti e oltraggiati i cadaveri di Mussolini e della Petacci e a Caserta, i tedeschi firmavano, anche per conto della RSI, la resa agli Alleati, le truppe naziste in ritirata massacravano partigiani e civili.

1967, Muhammad Ali rifiuta l'arruolamento per il Vietnam

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La sfida più difficile per il pugile più grande: perse tutto, ma guadagnò ogni cosa. Senza mai tornare sui propri passi, senza mai rinnegare i propri valori.

Cirillo, la Camorra, le BR ...

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Era trascorso quasi un anno dal 27 aprile del 1981, giorno del…

Guernica

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Nel pomeriggio del 26 aprile 1937, ottantadue anni fa, la piccola…

25 aprile 1945

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Il 25 aprile è in Italia la festa della Liberazione dal nazifascismo…

1955, si chiude la Conferenza afroasiatica di Bandung

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"Per la prima volta nella storia, uomini di razze e tendenze diverse, e tuttavia uniti dall’odio contro il colonialismo e dall’amore per la pace, hanno proclamato la loro volontà di combattere ovunque la tirannia e di difendere la loro indipendenza contro ogni ingerenza straniera."

John Garfield “eroe proletario” distrutto dalla paranoia dominante.

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John Garfield era davvero un eroe proletario, un figlio di immigrati, un emarginato dei bassifondi. Ma grazie alla sua carica di rabbiosa energia, al talento e ad un po' di fortuna, realizzò il "sogno americano". Non dimenticò, però, le proprie origini, anzi si batté per il progresso sociale e contro il fascismo. Quello che aveva devastato l'Europa. E ciò lo rese un idolo per milioni di spettatori, che si riconoscevano nei suoi valori e che vedevano negli Stati Uniti un baluardo alla tirannia. Ma, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, John Garfield lottò anche contro il fascismo sotterraneo, quello che, in nome di un anticomunismo paranoico, faceva strame dei principi liberali nell'America post bellica. Ma, dalla seconda metà degli anni Quaranta, la solidarietà verso immigrati, poveri ed emarginati e la lotta per la libertà di pensiero, non erano più un encomiabile prova di americanismo, ma un indizio di anti-patriottismo, un sintomo di sovversione. Così il 23 aprile del 1951 gli mise le mani addosso la Commissione per le Attività Anti-americane. E non lo mollò più.  

1980, la Primavera Amazigh (berbera)

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"I suoi colori [della bandiera] rappresentano i differenti paesaggi in cui vivono le popolazioni berberofone: il blu è il colore del Mediterraneo e dell'oceano Atlantico, il verde quello dei boschi delle montagne e il giallo quello del deserto. La figura posta al centro [...] simboleggia l'amazigh stesso, ossia "l'uomo libero", mentre il colore rosso evoca il legame di appartenenza alla terra che unisce le diverse comunità di Tamazgha."

La Baia dei Porci, quando la logica del conflitto porta alla catastrofe

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Si era appena insediato alla Casa Bianca, John F. Kennedy, che subito il direttore della CIA, Allen Dulles cominciò a fargli pressioni per portare avanti un progetto di invasione di Cuba, da parte di brigate di esuli anticastristi, addestrati dalla CIA in Guatemala. Il progetto era stato autorizzato dal suo predecessore Eisenhower e dal vice di questi, Nixon. La CIA e i militari gli assicurarono che per effetto dello sbarco il popolo cubano sarebbe insorto contro Castro. Kennedy credette di dover decidere se sciogliere le brigate cubane, che avrebbero girato gli Stati Uniti accusandolo di aver tradito l'impegno di Eisenhower contro il comunismo nel continente americano, oppure se tradire i principi progressisti per i quali era stato eletto: libertà, giustizia e autodeterminazione dei popoli. Scelse la prima opzione, avvertendo, però, le brigate cubane che in nessun caso avrebbe inviato forze armate americane ad aiutarle. Il 19 aprile del 1961 l'invasione era fallita. Kennedy, nonostante le pressioni di Dulles e altri, non autorizzò missioni di soccorso né copertura aerea. «Come ho potuto essere così stupido?», si chiese ripetutamente poi. La spiegazione che si diede era che aveva avuto una fiducia cieca nella competenza e nella sapienza della CIA e dei militari. Forse, la vera spiegazione era che era stato condizionato dalla logica, ottusa, del conflitto che influenzava il mondo intero: la Guerra Fredda.

Berlusconi pronuncia l'editto bulgaro

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Un'espressione passata alla storia, come la vicenda connessa: Biagi, Santoro e Luttazzi fuori dalla Rai per lunghi anni. L'ultima parola è ancora da scrivere.

1995, assassinio di Iqbal Masih, dodicenne attivista e sindacalista pakistano

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Dal Pakistan all'Italia: un viaggio tra i piccoli lavoratori a cui non è garantito il diritto allo studio. Uno su tutti, Iqbal, la cui data di morte è diventata la Giornata contro la schiavitù infantile.

L’uso fascista dell’ odio religioso in Africa

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Il 15 aprile del 1936 nella campagna bellica per la conquista dell’Etiopia, l’Italia fascista impiegò truppe libiche, di religione islamica, per massacrare i resistenti etiopici cristiani. E poi cercò di ingraziarsi la minoranza musulmana etiopica contro la maggioranza cristiana copta, che si opponeva all’invasione. Era uno schema collaudato: gli italiani avevano già usato, infatti, le truppe cristiane copte eritree nel corso della conquista e della sottomissione della Libia, un'impresa non meno sanguinaria di quella realizzata in Africa Orientale.

Frank Serpico e quegli altri soli contro tutti

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Compie gli anni il 14 aprile Frank Serpico, il poliziotto newyorchese che non aveva mai preso una bustarella e che aveva osato mettersi contro l'intero dipartimento di polizia, per denunciare la corruzione dilagante, rimettendoci quasi la pelle. Il ricordo della sua vicenda ne fa venire in mente altre, coeve e successive, in cui l'individuo si è dovuto battere con disperata determinazione contro potenti e numerosi avversari irriducibilmente contrari all'emersione della verità. Viene da pensare così alla quasi coeva lotta di Daniel Ellsberg, al lavoro e all'assassinio dell'«eroe borghese» Giorgio Ambrosoli, alla quasi decennale battaglia di Ilaria Cucchi.