Corsi e ricorsi è una nuova rubrica dell’Associazione Me.Dia.Re., simile ad altre già presenti sul web, che, come quelle, vuole contribuire a mantenere e rinfrescare la memoria circa fatti di varia natura accaduti tanto nel più recente passato che in quello un po’ più remoto. Tendenzialmente, infatti, gli eventi richiamati saranno quelli verificatisi dell’inizio del Novecento fino all’anno scorso. Tuttavia, questa rubrica presenta due caratteristiche: la prima è che è interlocutoria. In sintesi, chiunque abbia voglia di aiutarci a ricordare può segnalarci (in forma non anonima) l’accadimento che ritiene meritevole di attenzione. Pubblicheremo, quindi, tutti i fatti che ci verranno proposti, indicando anche chi è l’autore della “rimembranza”, ma riservandoci la prerogativa di verificare prima la congruità del contenuto e della forma del contributo inviato. Naturalmente, la preghiera è di scrivere dei contributi pubblicabili secondo le regole del diritto e del buon senso. L’altra peculiarità di questa rubrica riguarda il suo “taglio”. Me.Dia.Re., infatti, si occupa di mediazione familiare, penale, di gestione dei conflitti in diversi ambiti (aziendale, sanitario, scolastico..), di ascolto e sostegno per le vittime di reato e di altro ancora, pertanto, i fatti che verranno presi in considerazione saranno, soprattutto, quelli relativi al conflitto nelle sue più diverse manifestazioni e conseguenze, dal livello micro a quello macro. Saranno citati, quindi, eventi bellici, ovviamente, ma anche atti di terrorismo, episodi di criminalità organizzata e non, fatti di politica nazionale e internazionale, specie se aventi correlazioni con questioni del nostro Paese, eventi di rilevanza culturale e altri accadimenti, in vario modo oggetto di discussione, dibattito o polemica.

Sakharov, un portavoce della coscienza per l'umanità, oggi come ieri

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Sakharov, comunista e patriota convinto, qual'era, a trentadue anni, nel '53, divenne il padre della prima bomba H sovietica. Ma nel 1975 fu insignito del Nobel per la pace. Avendo compreso che la pace non può essere garantita dagli arsenali, né dalle minacce della guerra, aveva dedicato tutte le sue energie, come scienziato e come intellettuale, alla causa di una pace vera e globale, basata sul rispetto dei diritti umani per tutti, ovunque, senza eccezioni, e sulla difesa della libertà. La libertà di pensiero e di coscienza, la libertà di parola e di associazione, la libertà di stampa e di religione, la libertà di movimento e la libertà dal bisogno. Per queste battaglie fu arrestato e perseguitato dal regime sovietico, ma non si arrese mai.  Le sue battaglie per lo stato di diritto, contro il nazionalismo e contro l’ottusità, i pregiudizi, la demagogia, le discriminazioni e le ingiustizie non hanno perso un grammo di attualità.    

Morte di Lenin

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Gli ultimi momenti dell'uomo che cambiò il volto della Russia, tanto in vita, quanto con la propria morte.

1944, bombe su Berlino

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"Chi semina vento, raccoglierà tempesta" disse un comandante della RAF guardando Londra sotto le bombe. Mantenne la promessa con Berlino.

Jan Palach e la coscienza del popolo

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«Palach ci ha spinti a porci una domanda che può fare di noi delle persone migliori: “Cosa ho fatto per gli altri? com’è il mio cuore? qual è il mio obiettivo? quali sono i valori più importanti nella mia vita?”», furono le parole pronunciate dal pastore Jakub S.Trojan sulla tomba del ventenne Jan Palach, che, cinquant’anni fa, per la libertà, a partire da quella di stampa, si era sacrificato .

Quelli del ghetto di Varsavia

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Il 18 gennaio del 1943, quando i nazisti ripresero le deportazioni di massa verso i campi di sterminio, gli ebrei del ghetto di Varsavia li accolsero a schioppettate. E quando, il 19 aprile, tornarono per eseguire in pochi giorni "la liquidazione finale" trovarono dei combattenti. Non potevano credere che "quella marmaglia inferiore", quegli "ebrei codardi per natura" fossero disposti a battersi e morire, anche bruciati vivi, pur di non arrendersi. Quella del ghetto di Varsavia fu la prima rivolta urbana in Europa contro l'invasore nazista e fu d'esempio per quelle di altri ghetti tra cui quelli di Bialystok e Minsk, e quelle nei campi di sterminio di Treblinka e Sobibor . Oltre a coloro che furono massacrati, occorre ricordare anche coloro che sopravvissero, persone come Irena Sendler, Władysław Szpilman, Marek Edelman e Simcha Rotem.

Auschwitz: ultimo appello generale

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Ultimo giorno, poi evacuate e distruggete tutto, perché nessuno venga mai a sapere che un milione di persone sono state assassinate.
Per fortuna, la storia prese un altro corso.

Un'avventura senza ritorno

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La notte tra il 16 e il 17 gennaio del 1991 iniziò quella che…

1968, la Valle del Belice dopo il sisma

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Torniamo in quella valle con un altro paio di occhiali. Guardiamo di nuovo il terremoto del Belice, ma da un altro punto di vista.

Terremoto del Belice, Sicilia, 1968

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Quindici scosse di terremoto distrussero una valle, 10 paesi e centinaia di migliaia di vite. Cinquant'anni di ricostruzione, ma la rinascita non si è ancora compiuta.

Guarda i muscoli del capitano

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Guarda i muscoli del capitano, tutti di plastica e di metano. Guardalo…

Un nero a Sparta

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Un nero a Sparta, in una calda notte del 1967, nella stazione…

Inizia il processo contro gli "scassinatori del Watergate"

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Robert Redford e Dustin Hoffman sono Bob Woodward e Carl Bernstein nel film che racconta la rovinosa caduta di Richard Nixon, 37° Presidente USA.

Ricordando Sal Mineo: lassù qualcuno lo ama

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Con lui si identificarono milioni di teenagers nel mondo, ma questo piccolo, talentuosissimo, "angelo mediterraneo, di origini siciliane, teppista da bambino e già beniamino del pubblico a soli 11 anni, amico di James Dean, uno tra i primi attori hollywoodiani a dichiarare la propria bisessualità, sapeva non prendersi troppo sul serio e reagire con autoironia tanto al successo che al declino. Si chiamava Sal Mineo e oggi, se non fosse stato accoltellato da uno sbandato, quale era lui da piccolo, avrebbe compiuto ottant'anni.

Eccidio delle Fonderie Riunite di Modena

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Muoiono in 6 quel giorno, pur di manifestare contro un licenziamento ingiusto. Il loro lavoro non poteva essere così senza difese.

"I had a brother at Khe Sanh, Fighting off the Viet Cong"

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I had a brother at Khe Sanh, Fighting off the Viet Cong, They’re still there, he’s all gone

È una strofa di Born in The USA di Bruce Springsteen. Khe Sanh fu una battaglia spaventosa, iniziata l'8 gennaio di 51 anni fa, per difendere «un pezzo di territorio che non vale un accidente». Non è neppure chiaro chi la vinse davvero.

Je suis Charlie, o no?

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Dall'attacco terroristico, al sostegno mondiale, all'attacco mediatico. Charlie Hebdo ha suscitato forti emozioni in milioni di persone in tutto il mondo.

Corsi e ricorsi 2018

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Corsi e ricorsi, con un sentimento di gratitudine verso coloro che ebbero «parimenti sdegno di essere oppressi e di farsi oppressori», augura a tutti che, anche grazie al loro ricordo, il 2019 ci faccia progredire verso un futuro migliore.

1947, promulgata la Costituzione della Repubblica italiana

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La nascita della Costituzione italiana, resa possibile da milioni di donne e uomini che persero la vita cercando la libertà. La propria, e quella altrui.

Terremoto, maremoto, tsunami: centinaia di migliaia di vite trascinate via

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Una parte di mondo da noi molto lontana viene devastata da una gigantesca mole d'acqua, che spazza via ogni cosa che trova sul proprio cammino.

1996: il "naufragio fantasma" della Yohan

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La notte di Natale del 1996 non fece miracoli per quei 283 sventurati in cerca di una nuova vita. Fu l'assenza di scrupoli dei traghettatori a condannarli.

Tregua: tacciono spontaneamente i fucili in quei giorni di festa del 1914

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"Il pallone aveva rimpiazzato le pallottole e per la durata di una partita di calcio l’umanità aveva ripreso il sopravvento sulla barbarie."

Il rapido 904 esplode e l'Appennino trema

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Sotto Natale, un'esplosione che lacera un treno, una galleria, centinaia di vite. Eppure, la verità ancora stenta a presentarsi ai nostri occhi.

Si riapre la Porta di Brandeburgo il 22 dicembre 1989

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Dal 1961 al 1989, per ventotto anni rimase chiusa l'ultima delle storiche porte d'accesso alla città: la Brandenburger Tor.

L'umanità da non perdere

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Uscì il 21 dicembre uno dei film più divertenti e riusciti del cinema italiano. Guardie e ladri faceva sbellicare dal ridere, ma arrivava anche al cuore degli spettatori facendogli sentire che la demonizzazione e la de-umanizzazione dell'altro - che avevano sparso devastazioni e atrocità inaudite nell'appeno concluso secondo conflitto mondiale -, in realtà, potevano essere superate. Perché ognuno di noi è capace di scorgere l'umanità dell'altro e di sentire che la propria umanità è qualcosa da non perdere mai, se non si vuole vivere in un mondo di sospettosità e rancori reciproci, di solitudine e di paure. 

Spagna, 1973: l'ETA dà la morte all'erede di Franco

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Un volo di trenta metri dentro una macchina scagliata in aria da 45kg di dinamite. Riuscì a non morire sul colpo, ma i baschi, alla fine, raggiunsero l'obiettivo.

1916, si conclude la battaglia di Verdun

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Il 19 dicembre 1916 si concluse in territorio francese una delle più violente e sanguinose battaglie di tutto il fronte occidentale della prima guerra mondiale: la battaglia di Verdun.

1922, Strage di Torino

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Il 18 dicembre Torino ricorda la strage compiuta in città da squadre fasciste nel 1922: nell’arco di tre giorni undici antifascisti furono uccisi e una trentina feriti.

L'American Psychiatric Association toglie l'omosessualità dalla sua lista di malattie mentali

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L'omosessualità non è più una patologia mentale. O meglio, non lo è mai stata e anche gli psichiatri se ne sono resi conto. Così, piano piano, quest'idea inizia a diffondersi nel mondo scientifico e non solo.

1942, Himmler emana il decreto per internare gli zingari ad Auschwitz

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Pořajmos. Questo il nome dello sterminio che i nazisti perpetrarono nei confronti del popolo rom. L'olocausto degli zingari, che morirono in più di 500.000.

Non mollare

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È facile dire agli altri di non mollare. È un po’ meno facile dirlo a se stessi. Difficilissimo è riuscire davvero, giorno per giorno, a non mollare. Soprattutto, quando le spinte a lasciar perdere, a smettere la lotta, a rinunciare a credere, sono tante. Spinte dure, come le minacce, le botte o il carcere o il rischio di rimetterci la pelle. E spinte morbide, quali la famiglia, il posto di lavoro, la carriera, la quiete, le comodità …

Anche quel 15 dicembre un uomo decise di non mollare perché credeva fermamente che le azioni sue e degli altri, come e prima di lui indisponibili a cedere, sarebbero state «esempi di carattere e di forza morale alla generazione che viene dopo di noi»