La mediazione e lo sviluppo delle comunità

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Analizzando le dinamiche del conflitto all'interno delle comunità, inclusi i temi della leadership basata sulla contrapposizione radicale, della demonizzazione dell’altro gruppo sociale e delle narrazioni mediatiche che la alimentano, Sara Mela riflette sulle possibilità dell'Ascolto e Mediazione dei Conflitti di contribuire allo sviluppo locale delle comunità.

I doveri di informazione del mediatore familiare

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Come si adempie in concreto al dovere di informazione? Daniela Meistro Prandi evidenzia il senso e gli aspetti pratici del primo colloquio informativo, mettendo il rilievo come essi abbiano in primo luogo un significato relazionale, coerentemente anche con un'impostazione la cui principale risorsa è l'ascolto empatico. In questa prospettiva ci si sofferma anche sul rapporto del mediatore familiare con gli altri professionisti.

La libertà della mediazione, tra "prassi" e "tecnica"

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Prendendo spunto dall'Orestea di Eschilo, si  svolgono delle considerazioni sulla funzione della mediazione "in una società sempre più arrabbiata" e sulla libertà di avvalersene: infatti, "se la polis, la città, lo stato, è il luogo in cui il cittadino esercita la propria libertà, come può uno stato obbligare il cittadino a seguire, un percorso contro la propria stessa volontà?" 

Il riconoscimento e la mediazione

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Se è vero che molto spesso alla base dell'innesco del conflitto c'è un vissuto di mancato riconoscimento, che non raramente dà luogo a reazioni comportamentali foriere di analoghi vissuti in capo all'altro, qual è il compito del mediatore rispetto a tale dinamica conflittuale? Stimolare il riconoscimento reciproco oppure porsi egli stesso come soggetto che fa sentire riconosciuti gli attori del conflitto? 

La mediazione familiare come relazione

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La mediazione familiare non è un mero intervento tecnico, non è una procedura: come altre professioni, è, in primo luogo, una relazione. Una relazione tra persone.

Il conflitto non ha genitori e il mediatore deve tenerne conto

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Come la sconfitta, così il conflitto non ha genitori perché tutte le parti pensano che è stato l’altra ad iniziare le ostilità, si percepiscono come coloro che lo subiscono ma non lo agiscono e perché sono convinti di reagire al comportamento ingiusto altrui. Come deve porsi il mediatore di fronte a quest’assenza di genitori del conflitto? Occorre che ne tenga conto, poiché la sua sottovalutazione può pregiudicare irrimediabilmente non soltanto l’andamento e l’esito del percorso, ma ancor di più e ancor prima, la relazione tra il mediatore e le parti.

Le due fosse del conflitto

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Se vuoi vendicarti di qualcuno scava due fosse, dice un proverbio. E può valere anche per i conflitti interpersonali in cui le persone non si sentono mosse da sentimenti di vendetta. Però, ricordare alle parti che si scavano la fossa da soli, cioè fargli presente quanto ci stanno rimettendo, con il loro portare avanti all’infinito il contrasto, non sempre risulta efficacia. La mediazione, a ben vedere, non è un mero appello alle istanze auto-conservative dei protagonisti del conflitto. È qualcosa di più e di diverso, che deve tenere conto anche della disponibilità degli attori del conflitto a continuare a sopportare insopportabili sacrifici.

Tipologie di conflitto e senso di riconoscimento

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Prendendo spunto da ha Habermas e da Honneth si svolgono delle considerazioni sui tipi di conflitto, nonché sul riconoscimento e sulla comunicazione quali fattori in grado di provocarli o di prevenirli e gestirli. Il che conduce anche al tema della mediazione dei conflitti

Società e comunicazione

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Viviamo una società ad alto rischio conflittuale. E quando la comunicazione, la capacità di relazionarsi a 360°, si deteriora, si interrompe, il rischio dell’isolamento, del possibile conflitto sociale, è più frequente di quanto si creda. Prendendo spunto da un film del 1975, Prigioniero della Seconda Strada, si affronta il tema del rapporto tra società, comunicazione e conflitto.

La mediazione come attraversamento del conflitto

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L’ attraversamento del conflitto costituisce davvero il solo…