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Ermeneutica e alterità dell’Altro di Maurizio D’Alessandro

L’ermeneutica come teoria dell’interpretazione si è imposta nel Novecento come uno degli indirizzi teorici più importanti, ma l’interpretazione non va pensata come esercizio teorico astratto perché essa è, come afferma Hans-Georg Gadamer, “già sempre in applicazione” come mediazione tra un universale e un singolo caso particolare. L’ermeneutica fornisce, dunque, degli spunti alla riflessione etica e, a partire dalla riflessione di Emmanuel Lévinas, sull’impossibilità di “ridurre l’Altro, il Diverso al noto e all’identico” si analizzerà l’incontro con il diverso da sé.

La mediazione in pratica

Ogni incontro di mediazione – come ogni autentico incontro compiuto nel quotidiano con qualsiasi individuo – mette in gioco anche il mediatore, ne scardina il personale puzzle con cui compone il proprio mondo, e lo modifica, aumentandone la complessità. Mettere la mediazione in pratica vuole dire avventurarsi anche un po’ dentro di sé.

La mediazione e l’empatia

Può il sistema giudiziario dare risposte ad interrogativi sul senso di una lite? Può dare riscontri, accoglienza e risposta sul valore che i rapporti hanno avuto e/o conservano tra le parti? Il sistema giudiziario non è pensato per contenere ed elaborare alcuni aspetti della vicenda sottoposta al giudizio. In ragione di ciò, si può cogliere l’importanza di un ascolto empatico da parte del mediatore, che, accompagna il superamento della bidimensionalità in cui i due soggetti coinvolti si sono reciprocamente appiattiti.

Il nazionalrazzismo come politica del conflitto (razziale)

La politica  nazionalrazzista  per conseguire consenso, naturalmente, non mira alla gestione dei conflitti esistenti in ambito sociale, ma alla loro provocazione, slatentizzazione e addirittura tenta di stimolarne l’escalation. Essenzialmente comunica continuamente e ovunque che gli italiani sono buoni mentre i migranti (e coloro che sono antirazzisti) sono cattivi.

Nazionalrazzismo

Si va diffondendo con il socialrazzismo anche il nazionalrazzismo. Li chiamo così, per comodità espositiva. Non so quanto tali termini siano davvero descrittivi ed esplicativi dei fenomeni cui li riferisco, ma penso cha abbiano un certa intrinseca potenzialità evocativa. Avevo definito socialrazzismo l’atteggiamento di chi, ammettendo o meno di essere razzista, oltre a provare sentimenti […]

Conflitti, rabbia e frustrazione sullo sfondo del socialrazzismo

I conflitti sottesi al socialrazzismo e quelli che esso produce sono un problema politico Nella probabilmente ingenua e certamente parziale prospettiva di chi lavora in un’associazione che si occupa di gestione dei conflitti in vari ambiti relazionali e sociali e che offre supporto psicoterapeutico e psicosociale alle persone e alle famiglie vittime della Crisi e […]

La violenza dei socialrazzisti

Il socialrazzismo nella sua comunicazione tesa ad offendere, denigrare, diffamare e calunniare i migranti mette in atto quegli stessi meccanismi di autogiustificazione che psicologicamente servono a neutralizzazione la coscienza nel delinquente. Inoltre una sorta di nuovo negazionismo permette ai socialrazzisti di sentirsi dalla parte della ragione, di definirsi vittime di un’ingiustizia e di non avere rimorsi né scrupoli nel nutrire e nel mostrare odio verso gli appartenenti ai popoli vittime del colonialismo passato e attuale, nel disprezzarle e nel colpevolizzarle, deumanizzandole e riducendole a clandestini.

Socialrazzismo

Come tutti, ho l’impressione che il razzismo sia non soltanto in crescita, ma mi pare anche che assuma una nuova fisionomia. Più avanti nel post tenterò di spiegare perché, a mio avviso, nella sua attuale versione, alcuni atteggiamenti e comportamenti razzisti si prestino ad essere denominati socialrazzismo. È, questa, una mentalità razzista che dilaga nell’intero […]