Pubblicati da Alberto Quattrocolo

Lo spirito di servizio di Giovanni Falcone

«In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere» (Giovanni Falcone, “Cose di Cosa Nostra”, 1991). Il 23 maggio del 1992, alle 17:56, insieme a Giovanni Falcone, nella strage di Capaci, furono uccisi sua moglie Francesca Morvillo e tre degli agenti di scorta. Giovanni Falcone era nato […]

La vita spericolata di Sterling Hayden

Sterling Hayden fu e fece tante cose. Nato nel New Jersey, il 26 marzo del 1916, restò orfano di padre a soli nove anni. A 17 anni, innamoratosi del mare, divenne pescatore, quindi pompiere e, poi, capitano di marina. Alto quasi due metri, con un fisico statutario, fece il modello, ma, durante la Seconda Guerra Mondiale, entrò prima nell’O.S.S. (Office of Strategic Service, la futura C.I.A.) e poi nei marines. Combatté contro le truppe hitleriane in Italia e in Jugoslavia, insieme ai partigiani di Tito. Fu decorato per il coraggio dimostrato in battaglia sia dal governo USA che da quello jugoslavo. Rientrato in patria si iscrisse al Partito Comunista Americano e fece carriera a Hollywood. Stava per diventare un divo, ma l’isteria anticomunista montante lo ghermì. Convocato dalla Commissione d’indagine per le Attività Anti-americane, per non finire in carcere e per avere salva la carriera, Sterling Hayden fece i nomi di altri presunti comunisti, diventando così anche un delatore. Il rimorso e la vergogna per la delazione lo portarono, quasi subito, all’alcolismo, mentre recitava in film di serie B. Poi tornò a lavorare in pellicole di serie A, alcune entrate a pieno titolo nella storia del Cinema. La partecipazione a queste produzioni cinematografiche e la scrittura (scoprì anche di essere un valido romanziere) lo salvarono dall’autodistruzione. Sterling Hayden si spense il 23 maggio del 1986, a settant’anni, per un tumore alla prostata. La sua vita vale la pena di essere ricordata.

1978, approvata la legge n. 194 che introduce e disciplina l’interruzione volontaria di gravidanza

“Ho sei figli e ho abortito cinque volte; mio marito entra ed esce dal manicomio. Fino a quando ho potuto ho fatto l’operaia, ora lavoro come donna a ore. Nel 1972 ho fatto l’ultimo aborto. Mi chiedo se è giusto che lo stato processi me senza avermi dato niente, per me e per i miei figli e se adesso devo andare in galera lasciando loro e mio marito in quelle condizioni solo perché non potevo metter al mondo il settimo figlio e non avevo i soldi per andare in Svizzera ad abortire.”

Il massacro fascista dei cristiani etiopici a Debra Libanos

Per sottomettere gli etiopici Mussolini e il viceré d’Etiopia Graziani, cercarono di distruggere ciò che spiritualmente li sorreggeva. Non potendo ammazzare, la religione, pensarono di ammazzare i religiosi, cioè il clero cristiano-copto. E, per massacrare preti e monaci, insegnanti e studenti di teologia della città convenutale di Debra Libanos e dei monasteri vicini, utilizzarono gli ascari di fede musulmana arruolati nelle truppe coloniali italiane. Come ha scritto Angelo Del Boca, quelle vittime, però, sono «martiri giovanetti che la cristianità non ricorda e non piange perché africani».

 

La strage nazifascista al Passo del Turchino

In diciassette erano scampati alla strage della Benedicta (alla quale su questa rubrica, Corsi e Ricorsi di Me.Dia.Re. abbiamo dedicato un post). Finiti in prigione furono tra coloro che vennero prelevati dal carcere genovese di Marassi, caricati su dei camion e portati, oltre il passo del Turchino, giù per un paio di km nei prati del […]

Desaparecidos

«Prima elimineremo i sovversivi, poi i loro collaboratori, poi i loro simpatizzanti, successivamente quelli che resteranno indifferenti e infine gli indecisi». Con questo Piano di «guerra sporca» la giunta argentina realizzò un vero e proprio terrorismo di Stato: 30.000 esseri umani, molti dei quali non erano neanche oppositori attivi del regime, furono rapiti, torturati e mai più restituiti. Divennero desaparecidos.

La mediazione come attraversamento del conflitto

L’ attraversamento del conflitto costituisce davvero il solo modo per realizzarne il superamento? Pare che fosse questo il pensiero di Robert Frost, allorché sostenne: Il conflitto: l’unico modo per superarlo è attraversarlo. Sì, però, mentre si è dentro il conflitto si sta male Se vi è delle verità in quelle sue parole, però, è una […]